di Irina Sorokina

Non disdegnate la poltiglia e la minestra di crauti! 

Tante, troppe piccole città antiche sono sparse sul territorio immenso della Russia. Spesso vantano di molteplici tesori artistici o culturali, ma sono un po’ dormienti. La vita scorre tranquilla. La popolazione non è certo ricca e i problemi di vari tipi non mancano.
Tra loro Tikhvin, a duecento kilometri dalla sontuosa San Pietroburgo, ex capitale dell’Impero Russo, affollata dai milioni di turisti da tutto il mondo.

Il nome Tikhvin deriva dall’aggettivo “tikhij” (“тихий” in russo) che nei contesti diversi significa silenzioso, tranquillo, sereno. Le città antiche in Russia la cui nascita non è legata ad eventi militari sono davvero poche, e Tikhvin è uno di loro. E forse ecco spiegato il significato della sua denominazione!

Il fiume su cui sorge è il Tikhvinka. Una piccola fortezza e un cimitero sorsero in questa terra nei tempi antichissimi. Solo nel XIV secolo la cittadina fu nominata in qualche fonte scritta.

Merito di un’icona raffigurante una Madonna.

Icona della Madonna di Tikhvin © Photo credit: www.wikipedia.org

Fu dipinta dall’apostolo Luca che la regalò a Teofilo d’Antiochia insieme al Vangelo. Fece la sua apparizione in Russia nel 1383 dopo aver lasciato Bisanzio a causa dei peccati dei suoi abitanti.
La leggenda narra che gli angeli volarono in Russia con l’icona e per la prima volta furono avvistati dai pescatori sopra il fiume Ladoga. Fu la Madonna stessa a indicare il posto in cui costruire la chiesa dove doveva essere accolta. Presto attorno ad essa sorse un piccolo monastero cha mise poco tempo a crescere. Nel 1560 venne già chiamato il Grande Monastero dell’Assunzione di Tikhvin e diventò uno dei luoghi religiosi più venerati della Madre Russia.

Dove c’è un monastero, cresce subito una cittadina: Tikhvin nacque così.

Tra i monaci c’erano non solo i russi, ma anche dei rappresentanti delle popolazioni finniche del Nord, tra cui Careli, a cui forse si deve la ricetta della minestra con crauti ottenuti dalle foglie verdi del cavolo cappuccio.
Dopo la Grande Rivoluzione d’Ottobre del 1917 il monastero fu chiuso e l’icona miracolosa della Madonna fu esposta in un museo. Ma non trovò pace nemmeno là. Alla fine del 1941, primo anno della Grande Guerra Patriottica, i tedeschi presero la città e la portarono via.

La sua nuova casa diventò la cattedrale di Riga, capitale della Lettonia. Quando i tedeschi lasciarono la città, il custode dell’icona miracolosa, vescovo Ioann (Garklavs) decise che la Madonna sarebbe potuta tornare a Tikhvin solo a condizione della rinascita del monastero stesso. La Madonna ritrovò la sua casa solo nel 2004.

Proprio in tale occasione venne istituita la data della sua festa e celebrazione, il 9 luglio.

Il Grande Monastero dell’ Assunzione di Tikhvin.© Photo credit: pixabay

Nella piccola e silenziosa Tikhvin, in una viuzza di fronte al monastero nacque nel 1844 il grande compositore Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov. Non diventò mai popolare in Occidente come Pёtr Il’ič Čajkovskij, e anche in Russia la sue opere liriche e sinfoniche non si eseguono così spesso come una volta. Tuttavia La sposa dello zar e La leggenda della città invisibile di Kitež fanno il capolino anche nelle sale dei teatri dell’opera europei.

Se chiedi agli abitanti di Tikhvin cosa di bello si ha nella loro città, la risposta è: lo šči, la kašia e il fiume Tikhvinka!

ŠČI DI TIKHVIN (minestra di crauti)

– crauti ottenuti dalle foglie verdi del cavolo cappuccio
– carne e ossa di manzo
– orzo
– patate
– cipolle
– sale
La minestra chiamata “šči” è una delle pietre miliari della cucina russa. Una cosa curiosa, la popolazione russa che vive da queste parti non usa le foglie verdi, ma prepara lo šči dei crauti ottenuti dal cavolo bianco. Per preparare lo šči di Tikhvin prima c’è bisogno di buon brodo di ossa e di carne di manzo. Appena pronto il brodo, bisogna mettere in pentola dell’orzo (2-3 cucchiai per il mezzo chilo di carne) e 2-3 patate. A metà cottura aggiungere i crauti ottenuti dalle foglie verdi del cavolo bianco tagliate e alla fine la cipolla soffritta tagliata fine.

KAŠIA DI TIKHVIN (poltiglia)

– mezzo bicchiere di piselli
– 1,5 litri d’acqua
– 1 bicchiere di grano saraceno
– 2 cipolle
– 4 cucchiai di burro sciolto
Lessare i piselli in acqua senza sale. Lavare il grano saraceno e ammorbidirlo nell’acqua bollente, poi unirlo ai piselli e cuocere finché gli ingredienti non risultino morbidi, ma non troppo. Aggiungere la cipolla soffritta nel burro tagliata fine e solo dopo salare. Servire.

@irinalagazza

In copertina: Kasia di Tikhvin, zuppa di crauti © Photo credit: pixabay