di Monica Maida

Dopo l’apnea pandemica, finalmente sembra essere tornati a respirare come eravamo abituati a fare. Sembra che prendere un aereo non sia più un traguardo invalicabile e che spingersi oltreconfine sia un desiderio realizzabile.

Scelgo così di approdare a Tenerife portando con me il pc di lavoro.
Lo smart working mi dà la fortunata possibilità di lavorare da remoto e immergermi in nuovi posti senza dover attendere il weekend o le ferie. Invio l’ultima mail, spengo il computer alle 18 (ora 17 locale) e vado all’avanscoperta della più grande delle Isole Canarie, lì dove mare e montagna convivono e lo stile di vita è sereno e spensierato.

Il Teide considerato il vulcano più alto d’Europa. ©Photo credit: pixabay

Protagonista indiscusso è il Teide che svetta al centro dell’isola e si aggiudica il titolo di vulcano più alto d’Europa coi suoi 3700 metri d’altezza. Il parco naturale che lo abbraccia ha tratti che ricordano la bellezza sconfinata della Monument Valley in Arizona ed è costellato dal susseguirsi di pini che, insieme a banane e patate, sono una delle ricchezze locali. È mattina, attorno a me il silenzio e i colori vivi della natura.
Dopo aver appagato i miei occhi con l’entroterra, percorro in auto tutta la costa e rimango sorpresa dalla eterogeneità di spiagge presenti, da quelle dorate come gioielli a quelle nere come il carbone.

Sul tratto costiero sud-est si trova El Médano (duna in italiano), paesino bohemien particolarmente ventoso e attraente per tutti coloro che amano gli sport acquatici e desiderano partecipare ai Campionati del Mondo di windsurf e kitesurf. Un vero paradiso per chi adora avere la tavola ai piedi, cavalcare le onde e lasciarsi affascinare dal cono vulcanico Montaña Roja che domina la spiaggia.

Puerto de la Cruz. ©Photo credit: pixabay

Puntando a nord si raggiunge Puerto de la Cruz: questa affascinante cittadina ha una spiccata personalità che non è venuta a mancare nemmeno negli ultimi decenni in cui, per accogliere la crescita turistica, sono stati edificati palazzi in contrasto con le costruzioni tipiche della zona.È evidente che, nel corso del tempo, il paese si sia dovuto attrezzare ma ha saputo resistere alla tentazione di rimodellare se stesso e ha mantenuto il suo tipico carattere canario. Tutto è variopinto, i colori sono la costante di case e costruzioni, i ritmi lenti scandiscono le passeggiate sulle spiagge nere, le palme ti indicano la via da seguire.

Spiccata tipicità (seppur diversa e a molti più metri d’altitudine) viene sprigionata da San Cristóbal de La Laguna, ex capitale di Tenerife e vera perla dell’isola dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO. Le vie centrali brulicano di vita, bar, ristoranti, negozi e sono visibilmente frequentati dalla gente locale. Innamorarsi di questo posto è stato immediato.
Se vi state chiedendo invece quale sia l’attuale capitale, la risposta è Santa Cruz de Tenerife. L’impressione non è quella di trovarsi in una capitale Europea perché perfettamente ridimensionata e coerente con l’identità dell’isola. Per quanto si respiri un’aria più internazionale, si vede come le grandi catene e i brand non siano predominanti e come i punti di interesse siano luoghi da assaporare a ritmo lento: gli spazi verdi cittadini, la spiaggia Las Teresitas a pochi chilometri dal centro, il lungomare arricchito da palme e gente che corre, lo splendido Auditorium (la cui forma ricorda il famoso teatro dell’opera di Sidney).

Trascorrendo a Tenerife i giorni a cavallo tra ottobre e novembre è stato lampante capire perché viene chiamata “l’isola dell’eterna primavera“: le temperature sono miti tutto l’anno, il costume in valigia è d’obbligo e le endorfine sono sempre sulla cresta dell’onda.
Chi lo ha detto che non ci sono più le mezze stagioni?

@monicamomomaida

In copertina Las Teresitas, Tenerife. ©Photo credit: pixabay