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di Paola Casulli |

Saint Valentine’s day… direbbero gli inglesi.

E noi, che pur ci accingiamo a celebrare i 700 anni dalla morte del padre della lingua italiana, celebriamo questo giorno con quell’apostrofo del Valentino’s che scalcia e respinge ogni autoritarismo linguistico a beneficio di un suono percepito come più evocativo e preciso.

 

Si, perché la verità è che il merito moderno di aver consacrato San Valentino
come santo patrono dell’amore
è da ascrivere a Geoffrey Chaucer,
scrittore e poeta inglese del 1300,
spesso riconosciuto come il padre della letteratura inglese

 

Chaucer, autore dei Racconti di Canterbury, scrisse i 700 versi del, “The Parliament of Fowls” (Il Parlamento degli Uccelli).
Il poema, scritto in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, è una sorta di sogno-visione in cui il giorno di San Valentino, un Consiglio di uccellini si riunisce, davanti alla dea Natura,  per decidere come accoppiarsi con i loro compagni.

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Ma l’aspetto idilliaco della festività finisce qui.

Concedetemelo.
Se devo appagare il mio lato “gotico” delle faccende, allora non posso esimermi dal raccontarvi quelle due, tre cosette che forse priveranno i più sensibili del lato romantico e roseo della festa degli innamorati ma incrementeranno di dati realistici alcuni aspetti della vita.
Un’angolazione differente per riflettere, se pur con leggerezza.

Sono vecchia, acida e invidiosa di teneri innamorati? Nooo …. semplicemente curiosa, e spostare l’attenzione dalla rosa alla spina a volte può essere costruttivo.

Già, proprio perché…“isn’t all puppy dogs and rainbows”!
Non è tutto cagnolini e arcobaleni.

Frase che traduce, in  modo esilarante, la nostra espressione “non è tutto rose e fiori”.

Infatti chi di voi pensa al rosso di rose carnose e sensuali, a regali sotto il cuscino e cenette romantiche, dimentica il cuore dark di questa celebrazione.

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©Photo credit: Jude Beck via Unsplash

Infatti a partire dalla sfortunata eroina Shakespeariana Ofelia, che nella scena V dell’atto IV canta:

Tomorrow is St. Valentine’s Day
And early in the morning
I’m a girl below your window
Waiting to be your Valentine.

“Domani è san Valentino
e, appena sul far del giorno,
io che son fanciulla busserò alla tua finestra,
voglio essere la tua Valentina”.

è la prima, di una lunga serie di personaggi famosi, a finir male, poveraccia…. Ofelia, vive e respira sull’orlo di quel precipizio che finirà per inghiottirla.

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E già da qui il santo Valentino perde la dimensione “sole, cuore, amore”.
Che poi lui stesso è finito male davvero.

Nato nell’odierna Terni nel 176, lo sfortunato martire proteggeva gli innamorati, li guidava verso il matrimonio e li incoraggiava a mettere al mondo dei figli.
Inoltre quando questi erano infelici per via di litigi o incomprensioni lui metteva pace tra i fidanzati, offrendo loro una rosa.
Ma gli è andata decisamente male: muore a Roma il 14 febbraio del 274, e per giunta decapitato…ahi ahi ahi
Sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia, gravemente malata, e il legionario romano Sabino, che invece era pagano.

Morirono tutti e tre, celebrante e sposi. Amen!

Altra storia, altro sangue versato.
Negli Stati Uniti d’America durante il proibizionismo, Al Capone e il gangster irlandese George “Bugs” Moran si contendevano il controllo del mercato degli alcolici a Chicago.

La strage di San Valentino fu il massacro della banda di Bugs Moran
compiuto dagli uomini di Al Capone a Chicago il 14 febbraio 1929.

In totale furono assassinate sette persone e con questa operazione la mafia italo-americana prese il sopravvento.
L’episodio resta uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia nella malavita americana.
Da questo terribile fatto di cronaca nera, traggono spunto due bellissimi film:
“Il massacro del giorno di San Valentino” (The St. Valentine’s Day Massacre), regia di Roger Corman (1967).
E il film del 1959 “A qualcuno piace caldo” diretto da Billy Wilder.

Anche la musica reca tracce drammatiche sulla giornata degli innamorati. Un brano, in particolar  modo, affronta il tema

Il brano Valentine’s day, scritto ed interpretato da David Bowie
(io lo adoro e lo ascolterei più e più volte)
racconta una storia strana davvero
che cela il trattamento di temi quali la violenza giovanile,
l’isolamento e l’ambizione.

Quarto singolo estratto dall’album “The next Day” del 2013, è il racconto, da parte di un amico, del progetto di un ragazzo killer (Valentine appunto), di compiere una strage in una scuola.
Il titolo gioca sull’ambiguità di significato tra “Il giorno di San Valentino”, la festa degli innamorati, e “il giorno di Valentine”, il futuro killer.
Ma la scelta sembra tutt’altro che casuale, visto che

il 14 febbraio 2008, giorno di San Valentino,
un ex studente armato con due pistole ed un fucile
fece irruzione in un campus della Northern Illinois University
uccidendo cinque studenti durante una lezione in un’aula affollata
e ferendone altri 16 prima di togliersi la vita.

 

Ma tranquilli, le atmosfere gotiche non vi toccheranno se non volete.
Provvedete pure ad acquistare regali, fiori per il vostro partner.
Prenotate una cenetta romantica nel locale che preferite o, dati i tempi, richiedete un asporto con i suoi (di lei/lui) piatti preferiti e godetevi il vostro giorno.
Magari scrivetegli anche un bigliettino d’amore.

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Ah, ma attenzione! …

I vostri graziosi bigliettini d’amore, i “Valentine”,  possono riservare sorprese amare per chi le invia e per chi le riceve!

La più antica «Valentine» di cui si abbia traccia risale al XV secolo,
e fu scritta da Charles d’Orléans,
allora detenuto nella Torre di Londra
dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415).

Charles si rivolge alla moglie con le parole: «Je suis déjà d’amour tanné, ma très douce Valentinée».
Ma sappiamo tutti com’è finita.

Il loro amore fu l’ennesimo amore intenso ma sfortunato.
Il re non vide più la sua amatissima consorte, Bonne d’Armagnac, che morì prima del suo rientro in Francia nel 1440.

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Ma consoliamoci, ancora oggi queste struggenti lettere d’amore sono conservate nella British Library di Londra.
Ciò vuol dire solo una cosa: l’AMORE VERO NON MUORE MAI!

BONNE CHANCE À TOUS MES AMOUREUX

 

 

 

Paola Casulli

@incanto_errante