di Maria Barchi

In un Paese tanto geloso e conservatore della sua storia e dei suoi monumenti, Milano è tra le poche città che è riuscita a demolire e ricostruire un’intera area urbana, compresa tra il quartiere Isola, Porta Garibaldi e l’ex scalo ferroviario di Porta Nuova, per oltre mezzo secolo lasciata al degrado, all’incuria e all’abbandono.
Simbolo di una città proiettata verso il futuro, Piazza Gae Aulenti si trova nel cuore di City Life, tra grattacieli e percorsi pedonali sospesi. Il piano di riqualificazione, tra i più interessanti a livello europeo degli ultimi decenni, si è posto l’ambizioso proposito di ripristinare la funzione originaria della piazza come luogo di incontro e aggregazione sociale, attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di audaci geometrie di cristallo, ferro e modernità.

Simbolo di una città proiettata verso il futuro, Piazza Gae Aulenti si trova nel cuore di City Life, tra grattacieli e percorsi pedonali sospesi.

Lo sforzo e l’impegno dei diversi studi di architettura coinvolti, capitanati dall’argentino Cesar Pelli, hanno dato vita ad una piazza del nuovo millennio: uno spazio autenticamente vitale, fantasioso, articolato con estro e curiosità.

Gioco
Esempio di questo animo ludico è l’opera di Alberto Garutti “Egg”: 23 tubi d’ottone che conducono la voce da un piano all’altro, come una sorta di orecchio di Dionisio al quale nessuno riesce a resistere.

Estetica
A rendere scenografico lo spazio sono tre fontane a sfioro, circondate da panchine curvilinee, dotate di suggestivi led colorati che si illuminano la sera, creando spettacolari giochi di luce e acqua.

https://www.50annieround.com/piazza-gae-aulenti-il-mio-nuovo-albero-della-vita/

Sostenibilità
È uno spazio innovativo, efficiente e sostenibile, dove impianti fotovoltaici integrati all’arredo urbano accumulano energia durante il giorno per garantire l’illuminazione notturna autoprodotta. La piazza è circondata da eleganti pensiline in acciaio, vetro e legno, dotate di pannelli solari che danno energia agli edifici attigui.

Unicredit
Sulla piazza si affaccia l’Unicredit Pavillon, una struttura polifunzionale progettata da Michele De Lucchi, dalle forme arrotondate, realizzata con sofisticate tecnologie e materiali naturali, sovrastata sullo sfondo dalla Torre Unicredit, il grattacielo più alto d’Italia (231 metri di altezza alla guglia) composto da tre torri a semicerchio e le facciate in vetro e acciaio.

il Bosco Verticale di Stefano Boeri

Bosco Verticale
Sul fronte opposto, svetta il Bosco Verticale di Stefano Boeri, considerato il grattacielo più bello e innovativo del mondo, nonché tra i 50 più iconici, un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana, attraverso la densificazione verticale del verde.

Gae Aulenti

La piazza è intitolata a Gae Aulenti, architetta, designer, scenografa, mancata pochi mesi prima della fine dei lavori. Non è solo una questione temporale quella che porta a dedicare proprio a lei questo spazio: nella sua biografia si legge il forte interesse a progettare le differenze, piuttosto che l’omogeneità a tutte le scale della progettazione, si rivolge al contesto non solo fisico ma concettuale. L’esempio della sua trasversalità progettuale, proprio a Milano, è Piazzale Cadorna (2000): con le sue molteplici pensiline, i pilastri rossi sovradimensionati, la grande fontana e la sorprendente scultura Ago, filo e nodo di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, il piazzale combina in un insieme coerente ed esuberante design, architettura, progettazione urbana ed arte.
Chi meglio di lei, quindi, poteva incarnare lo spirito meneghino del fare, basandosi sulla tradizione (di piazza) ma guardando il futuro? Proprio lei, infatti, affermava: “La tradizione non è qualcosa che si riceve in eredità, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno”.

@mgb___mgb

Per la copertina Photo Credit: https://siviaggia.it/