di Simona Rivetta |

“PER PELLI MATURE”: quante volte troviamo questa dicitura sui cosmetici, addirittura su intere linee dedicate a signore desiderose di trattare la propria pelle con il cosmetico più adatto?
Nulla di più fuorviante e fastidioso.

Il problema principale è che le aziende cosmetiche definiscono la pelle “matura” a partire da un’età decisa arbitrariamente (di solito sopra i 45-50 anni), età in cui, evidentemente, la pelle dalla mattina alla sera dovrebbe diventare improvvisamente secca, avvizzita, meno turgida, piena di macchie e chi più ne ha, più ne metta.

Ma la pelle non cambia bruscamente all’età esatta di 50 anni.

©Photo credit: Andriyko Podilnyk via unsplash 

L’invecchiamento è un processo lento, che si innesca o si rende più evidente a seconda del proprio bagaglio genetico, dagli “insulti” a cui abbiamo sottoposto la pelle nel tempo (foto invecchiamento, fumo etc.), da eventuali malattie o trattamenti farmacologici.

Quindi, paradossalmente, possiamo vedere persone di 60 anni con una pelle meno segnata rispetto a persone più giovani.
In poche parole, il processo di crono invecchiamento può cominciare ad età diverse da persona a persona. Ne discende che “pelli mature” è una definizione con un significato relativo e arbitrario.

L’età anagrafica non è un tipo di pelle!

©Photo credit: Jorge Gardner via unsplash

Vero, noi “ragazze adulte” dobbiamo prestare una maggiore attenzione alla scelta dei cosmetici. 
Chiaramente, con l’avanzare dell’età e soprattutto con l’arrivo della menopausa, alcuni problemi possono comparire od accentuarsi:

  • arrivano o si infittiscono le rughe,
  • la pelle perde più rapidamente elasticità, tono e turgore,
  • il colore della pelle non è più uniforme e possono comparire o evidenziarsi macchie.

Ma anche donne d’età intorno ai 30 anni possono avere gli stessi medesimi problemi di secchezza, melasma, pelle asfittica e chi più ne ha più ne metta.

Dunque, perché dovrebbero usare principi attivi o formule diverse, se i problemi sono gli stessi? Converrete con me che non ha logica.
Per contro anche a 50 anni si può soffrire di acne… quindi dobbiamo scegliere il prodotto giusto per il nostro tipo di pelle, non il più adatto all’anagrafe.
Purtroppo, a volte capita che alcune case “furbette” propongano gli stessi prodotti, con gli stessi ingredienti, in due linee diverse, una per pelli “giovani” e una per pelli “mature”, magari con l’aggiunta di qualche principio attivo “miracoloso” in quantità omeopatiche e quindi ben in fondo all’INCI. Ovviamente la linea per “pelli mature” avrà un packaging più lussuoso e sarà proposta a prezzo nettamente maggiorato; ricordiamoci bene che siamo noi “ragazze adulte”, il target alto-spendente, che interessa alle case produttrici.

©Photo credit: Bill Oxford via unsplash

Riflettete su questo: non esistono disciplinari medico scientifici o standard formulativi che definiscano cosa si intende con pelle matura, né come devono essere formulati e quali ingredienti contenere i prodotti ad essa dedicati.
Altro punto di riflessione: un cosmetico non può impedire l’invecchiamento essendo, appunto, un cosmetico. Può però essere un efficace alleato per rallentarlo, aiutando la pelle a preservarsi sana e in condizioni ottimali. Una buona parte dei cosmetici venduti come prodotti per la “pelle matura” sono spesso semplici idratanti, con una quantità maggiore di fattori emollienti, ma non è affatto detto che contengano quegli ingredienti che servono al nostro tipo di pelle perché NON ESISTE UN UNICO TIPO DI PELLE MATURA! ESISTONO DIVERSI TIPI DI PELLE CON DETERMINATE ESIGENZE.

La mia pelle di 51enne NON è uguale alla pelle di tutte le 51enni del mondo.

Ecco perché è un errore lasciare che solo la dicitura “per pelli mature” guidi le nostre decisioni di acquisto.

Solo l’attenta lettura dell’INCI, la conoscenza degli attivi funzionali utili al nostro tipo di pelle, le problematiche che vogliamo contrastare e la serietà della casa produttrice devono essere gli unici parametri per determinare la nostra decisione d’acquisto; non claim di marketing non supportati da alcuna evidenza scientifica.

Piccola chiosa. Mi chiederete: ma cos’è L’INCI?

©Photo credit: Filomena Cocchia@filomenacocchia

 

L’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients è l’elenco, in ordine decrescente, delle componenti di un prodotto. Deve essere stampato sul packaging e/o sulla confezione stessa. In alcuni casi ove l’INCI non sia presente sul prodotto, il rivenditore deve avere un apposito raccoglitore consultabile in cui il cliente possa trovare riferimenti. Solo leggendo bene l’INCI e conoscendo l’azione dei principi attivi, possiamo capire se un prodotto ci piace oppure no; se i principi attivi sbandierati nelle campagne di marketing sono ben “veicolati” oppure annegati in una marea di petrolio e, soprattutto, in quale percentuale sono presenti.


Ripeto, l’ordine è decrescente: gli attivi in fondo all’elenco molto difficilmente supereranno l’1%. Quindi, se vi propongono una crema miracolosa, dove il principio attivo miracoloso è in fondo appena prima dei conservanti, lasciate perdere. Quello che dobbiamo fare, da persone informate e consapevoli, è seguire una strategia di cura della pelle che sia coerente con le nostre necessità e che risponda, con la combinazione giusta di principi attivi, alle reali esigenze del NOSTRO tipo di pelle e ai nostri problemi di pelle, indipendentemente dall’età.


Simona Rivetta


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In copertina: Valeria Sechi @vale_greymodel 

©Photo credit: Fabio Ghidini @i_l_c_o_m_a_n_d_a_n_t_e