di Ornella Candia

E’ un romanzo di Einrich Böll, scritto nel 1963. Non ha niente a che vedere con l’idea di clown orrorifico che ormai abbiamo in testa, grazie a Stephen King.

E’ però un romanzo malinconico, a tratti triste, e nella parte iniziale anche lento. Si svolge tutto a Bonn, nell’arco di 3 ore (più o meno), durante le quali Hans (narratore e protagonista) farà diverse telefonate, ad amici e conoscenti, ed esprimerà le sue opinioni sulla società tedesca del dopoguerra.

Hans è un giovane clown che, alla fine di una brutta giornata, fa un ripasso della sua vita, per niente entusiasmante. Tempo prima, ha lasciato la sua famiglia di origine, molto ricca, a causa di incomprensioni, specie con la madre, donna avara di denaro e di buoni sentimenti. Il padre, invece, preme perché torni a studiare recitazione, e cerca di convincerlo offrendogli un aiuto economico mensile. Ai suoi genitori, e in fondo alla società tedesca impegnata nella ricostruzione degli anni ’60, rimprovera l’ipocrisia tipica di chi con estrema facilità, sale sul carro del vincitore.

Si svolge tutto a Bonn, nell’arco di 3 ore (più o meno), durante le quali Hans (narratore e protagonista) farà diverse telefonate, ad amici e conoscenti, ed esprimerà le sue opinioni sulla società tedesca del dopoguerra.

Così, quella parte di società che aveva strizzato l’occhio al Nazismo, o comunque lo aveva tollerato, semplicemente lo rinnega, come se niente fosse. Ma, nonostante la sua precaria situazione economica ed esistenziale (il dolore per una sorella morta e la mancanza del fratello), la sua disperazione più grande è la separazione da Maria, donna amatissima che dopo 5 anni di relazione, lo lascia.

Non solo: sposerà un altro. Lo lascia, perché in quanto donna con una profonda fede cattolica, non è più capace di portare avanti una relazione con un uomo che lei ama, ma con il quale non può condividere questa fede. La scelta di avere una vita di coppia stabile, borghese e socialmente accettabile, la porterà a sposare un uomo non amato, ma cattolico come lei.

Come sempre, evito di entrare troppo in libri e film. Il gusto dell’esperienza personale deve essere tutelato. Aggiungo solo, per concludere, che Böll nella sua rappresentazione della Germania post bellica, attribuisce a tutti i personaggi caratteri più o meno negativi. Anche Hans, che sembra vittima di una borghesia molto concentrata sull’approvazione sociale, non è indenne da errori. Nei confronti di Maria, per esempio. Preferisce perderla piuttosto che cedere ad una sua richiesta. E scoprirete di cosa si tratta leggendo il romanzo, ma scoprirete tante altre cose. Buona lettura

@lerighediornella

Photo Credit Pixabay