di Matilde Dolce

Siamo al largo della costa meridionale dell’Africa, nella quarta isola più grande del mondo, famosa per una natura unica nel suo genere: parchi abitati da simpatici lemuri, cristalline piscine naturali, timidi camaleonti, viali di maestosi baobab, spiagge bianche e balene che giocano in un mare da sogno… Qui il turismo di massa non è ancora arrivato e ogni giorno è una nuova scoperta

Il vero emblema della flora malgascia è il baobab. E’ un albero maestoso e sacro, chiamato anche “ reniala” (madre della foresta) perché il suo tronco può raggiungere i 7-10 m di diametro e superare i 20 m di altezza. Quando arrivo al famosissimo Allée Des Baobabs il sole sta tramontando e il cielo è colorato di rosso, pare prenda fuoco. E’ un’emozione unica percorrere il viale: il colore del cielo crea degli splendidi contrasti con le tonalità della terra,rendendo così la cornice unica nel suo genere, degna di una cartolina.

Protagonisti di molte credenze, i baobab sono considerati sacri e il loro taglio è ritenuto un sacrilegio. Una leggenda narra che gli Dei, invidiosi della bellezza e maestosità dei baobab, abbiano tentato di offuscarne lo splendore mettendoli a testa in giù, con le radici per aria. In molte aree del Madagascar i baobab sono venerati come fady e si crede che siano dimora degli spiriti degli antenati.

L’indiscusso protagonista dell’isola è il lemure, una scimmia endemica del Madagascar. E’ considerato come l’antenato delle scimmie, molto intelligente e non ha paura dell’uomo; si contano diverse specie di lemure, ma a causa della deforestazione e della caccia, molte rischiano l’estinzione. Ha un dito medio ossuto che usa per localizzare larve di insetti nascoste dietro cortecce di alberi, semi e frutti. In alcune aree, gli uomini pensano che questi animali portino sfortuna e li uccidono. Il loro musetto simpatico e i grandi occhioni sporgenti mi hanno subito intenerito e affascinato.

L’eccitazione sale alle stelle per l’escursione tra le acque azzurre e limpidissime dell’Oceano Indiano dove, durante l’inverno australe, si può assistere ad uno degli spettacoli naturali più affascinanti del mondo. Grandi gruppi di megattere svolgono la loro migrazione annuale dall’Antartide alle acque protette del Canale del Mozambico dove questi mammiferi partoriscono e si prendono cura dei piccoli, per poi attuare spettacolari rituali di corteggiamento.Resteranno lì fino alla fine dell’inverno prima di ritornare ai mari freddi dove c’è una grande abbondanza di cibo. Veder spuntare la gigantesca coda o il caratteristico soffio a pochi metri di distanza dalla barca è un’emozione incredibile.

Ma di certo quello che più mi rimarrà impresso è il meraviglioso volto dei bambini che, nonostante la povertà assoluta, si divertono con poco e non smettono MAI di sorridere.

Matilde Dolce