di Renata Giannecchini

Tutti noi sogniamo di trovare un po’ di quiete dagli affanni e dai ritmi frenetici a cui la vita spesso ci obbliga. E magari alcuni sognano di rifugiarsi in un angolo verde immerso tra colori e profumi: un ottimo antistress, soprattutto se a completare il quadro c’è uno specchio d’acqua. L’acqua in giardino è un elemento essenziale per la sopravvivenza delle piante, ma è anche un bellissimo elemento decorativo. Un giardino acquatico, anche di piccole dimensioni favorisce in breve tempo la nascita di un piccolo ecosistema, popolato da libellule, rane, pesci, piccoli insetti, uccelli, oltre ad offrire fioriture spettacolari, come quelle delle ninfee.

Regalarsi un piccolo giardino acquatico senza dover ricorrere a scavi troppo impegnativi, da rivestire con teli in pvc o in cui collocare gli appositi stampi preformati, non è poi così difficile.

1.Quale contenitore scegliere

Un’ottima idea può essere quella di recuperare vecchie fontane o vasche per la raccolta piovana non più utilizzate e sufficientemente profonde, minimo 35/40 centimetri. Queste, dopo un’accurata pulizia, dovranno essere impermeabilizzate con prodotti specifici, che si possono acquistare nei magazzini di materiali edili. Se invece si vuol realizzare un piccolo stagno dall’aspetto naturale, si potrà ricorrere a un mastello in pvc da interrare in giardino. Questi mastelli, facilmente reperibili presso i rivenditori specializzati in edilizia, hanno un diametro di quasi un metro e una profondità di circa 40 centimetri, sono molto resistenti e si prestano benissimo all’uso. Una volta messo a dimora il contenitore, si potranno disporre intorno al bordo, dopo averlo ricoperto con della iuta per mascherarlo il più possibile, delle pietre o del tufo. Con il passar del tempo si ricopriranno di muschio, conferendo al tutto un aspetto ancora più naturale. Il tocco finale sarà disporre intorno al minipond qualche pianta erbacea come ad esempio Achillea millefolium, Verbena bonariensis o Rudbeckia deamii. In tal modo sembrerà che lo stagno sia sempre stato lì.

Un’ottima idea può essere quella di recuperare vecchie fontane o vasche per la raccolta piovana non più utilizzate e sufficientemente profonde,

Se non si dispone di un giardino, non bisogna disperare. Infatti, è possibile ammirare la fioritura di ninfee di piccola taglia, ma non per questo meno incantevoli, anche in terrazzo. A questo scopo si potranno utilizzare contenitori in zinco, vasi decorativi senza foro sul fondo, vecchie botti dimezzate, contenitori in plastica e tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce, tenendo sempre conto della profondità minima indicata qualche riga sopra.

2. Esposizione

L’esposizione del minipond è un fattore da tenere in molta considerazione; infatti, le ninfee per fiorire necessitano di almeno 5/ 6 ore di sole al giorno. Dato che i loro fiori si schiudono da tarda mattinata fino a metà pomeriggio, è importante che la luce sia distribuita in questa fascia temporale. In caso contrario, fioriranno poco o non fioriranno affatto e avranno uno sviluppo stentato. Sarebbe consigliabile non sistemare il giardino acquatico ai piedi di alberi, sia per l’ombra e anche perché le foglie cadendo nel laghetto, decomponendosi, favorirebbero la proliferazione eccessiva di alghe unicellulari e alghe filamentose. Per i contenitori in terrazzo bisognerà valutare il materiale utilizzato. Zinco e plastica dovranno essere collocati a mezz’ombra per evitare il surriscaldamento dell’acqua.

3. Quale acqua utilizzare

Per riempire il giardino acquatico si potrà utilizzare l’acqua dell’acquedotto purché non troppo calcarea, aspettando almeno un giorno prima di inserire le piante, per far evaporare il cloro. L’acqua, in seguito, non dovrà mai essere sostituita per non danneggiare l’ecosistema che si è costituito, ma solo aggiunta per contrastare l’evaporazione.

L’esposizione del minipond è un fattore da tenere in molta considerazione; infatti, le ninfee per fiorire necessitano di almeno 5/ 6 ore di sole al giorno

4. Quali piante inserire

Per avere un laghetto in miniatura con acqua limpida e senza eccesso di alghe, dovranno essere inserite tre particolari tipologie di piante acquatiche: le ombreggianti, le sommerse e le palustri. Tutte queste piante hanno la caratteristica di rilasciare ossigeno nell’acqua, che è l’elemento fondamentale per la fitodepurazione. Infatti, i batteri aerobici, che vivono principalmente sulle radici delle piante palustri, necessitano di ossigeno per svolgere la loro importante azione di depurazione dell’acqua. Questi organismi trasformano la materia organica, formatasi in seguito alla decomposizione di foglie, di escrementi dei pesci e dal cibo somministrato in eccesso, in materia inorganica. Questa verrà in parte assorbita dalle piante per accrescersi. In questo modo, grazie al rapporto simbiotico tra piante e microrganismi aerobici, si contrasterà la proliferazione delle alghe. Utilizzando correttamente le tre tipologie di piante, non sarà necessario impiegare pompe e filtri per l’acqua, che si manterrà naturalmente limpida. Per raggiungere un equilibrio potranno essere necessari dai sei mesi a un anno, ma una volta raggiunto, il risultato vi sorprenderà.
Vediamo nel dettaglio quali sono le piante fitodepuratrici.

  • Piante ombreggianti: rientrano in questa categoria le nymphaee e tutte quelle piante che hanno le radici sul fondo e con le loro foglie galleggianti a pelo d’acqua ombreggiano il giardino acquatico impedendone così il surriscaldamento, fattore che favorisce la crescita eccessiva delle alghe. Altre piante ombreggianti molto usate sono Nymphoides peltata, Aponogeton distachyos e fior di loto. Quest’ultimo però è adatto a laghetti di grandi dimensioni.
  • Piante sommerse: conosciute anche come ossigenanti, hanno la capacità di produrre massicce quantità di ossigeno. Possono essere radicate o fluttuanti, in questo caso producono ossigeno attraverso le foglie. Sono molto efficaci, soprattutto da primavera a tarda estate. In inverno si riducono e si adagiano sul fondo, rallentando la produzione di ossigeno. Tra le più utilizzate Il Ceratophyllum demersum, Egeria densa e Elodea canadensis.
  • Piante palustri: crescono sul bordo dei laghetti e non sono totalmente sommerse, l’acqua ricopre fino a qualche centimetro il loro colletto. I batteri aerobici vivono principalmente sulle loro radici. La produzione di ossigeno delle palustri è costante tutto l’anno. Nel periodo invernale la parte aerea della pianta scompare per ricomparire a primavera, ma le radici restano attive e continuano la loro azione di fitodepurazione. Iris palustri, Pontederia cordata, Sagittaria latifolia, Caltha palustris: ecco alcune delle più note piante palustri.

5. Messa a dimora

Per mettere a dimora le piante acquatiche si utilizzeranno appositi cestelli forati, per permettere alle radici di svolgere l’azione fitodepuratrice. I cestelli potranno essere facilmente acquistati presso i vivai specializzati o in rete. Dovranno essere riempiti di terra di campo non concimata. Una volta inserite le piante, queste dovranno essere concimate con specifici coni osmocote: tre per le palustri e cinque per le ninfee (quattro se si tratta di ninfee nane). I vasi contenenti le ninfee si posizioneranno sul fondo del minipond nella zona centrale. Le palustri lungo i bordi, utilizzando dei mattoni o delle pietre per regolare l’altezza dell’acqua che ricoprirà il colletto e che varierà in base alla varietà scelta. I mazzetti delle ossigenanti verranno posizionati a piacere, fissando le flottanti sul fondo, usando dei piccoli pesi in piombo. Per tenere ferma la terra nei cestelli si potrà ricoprirla con zeolite in grani o in mancanza con della ghiaia

6. Quali pesci scegliere

I pesci doneranno un tocco in più al minipond e guardarli nuotare tra le foglie delle ninfee avrà sicuramente un effetto rilassante. Prima di introdurli bisognerà attendere una ventina di giorni o un mese, in modo che l’ecosistema inizi a prendere vita. Ovviamente nei laghetti in miniatura, non sarà possibile introdurre carpe Koi viste le dimensioni che raggiungeranno nel corso degli anni. Nemmeno i pesci rossi saranno adatti, in quanto con il tempo cresceranno molto e si moltiplicheranno a dismisura e, avendo la tendenza a scavare, finiranno per danneggiare le radici delle piante. Perfetti saranno invece i Medaka, piccoli pesci originari del Giappone che non superano i 4 cm. Considerate le loro piccole dimensioni, non causeranno danni alle piante e non sporcheranno l’acqua. Inoltre, nutrendosi di insetti e larve, saranno particolarmente utili per tenere a bada le zanzare. Non sono molto longevi, vivono in media 3/ 4 anni, ma si riproducono facilmente.

Per mettere a dimora le piante acquatiche si utilizzeranno appositi cestelli forati, per permettere alle radici di svolgere l’azione fitodepuratrice.

ESEMPIO DI MINIPOND

Occorrente:

Una tinozza o un contenitore di zinco o un vaso senza fori, con una profondità di circa 35/40 cm e sufficientemente largo per contenere le piante.

1 Nimphaea pygmaea “Helvola” (ombreggiante)
1 Acorus calamus “Variegatus” (palustre)
1 Mentha acquatica (Palustre)
1 Ceratophyllum demersum (ossigenante fluttuante)

Dopo aver sistemato la ninfea, l’acorus, la menta negli appositi cestelli e concimato come indicato precedentemente, sistemare il vaso della ninfea immergendolo lentamente sul fondo, nella parte centrale del contenitore. Inserire dei mattoni per regolare l’immersione delle due palustri considerando che la menta dovrà avere l’acqua che sfiora la base del colletto, mentre l’acorus dovrà avere al massimo 15 cm di acqua che ricopre il colletto. Inserire il mazzetto di ceratophyllum legandolo con una fascetta di piombo per tenerlo sul fondo. Aggiungere due o tre Medaka “Red King” o “Myuki blu”. Se si usano contenitori in zinco o ferro zincato, sarà opportuno isolarli dal pavimento con alcuni mattoni.

Una volta finito, non resterà che sedersi e godersi lo spettacolo.

@rosapaeonia

Le immagini sono di proprietà dell’autrice