di Ornella Candia

Era uno dei cinque romanzi di letteratura francese che avrei dovuto portare all’esame orale, quando andavo all’università. L’esame non lo detti mai, in compenso ebbi l’occasione di leggere libri veramente belli, in lingua francese.

A volte, li sfilo dalla libreria e li sfoglio: sono pieni di appunti, traduzioni, considerazioni e collegamenti e mi riportano a un tempo in cui leggevo di più e per questo stavo bene, veramente bene.

Le docteur Pascal” è l’ultimo dei romanzi del ciclo “I Rougon-Macquart – Storia naturale e sociale di una famiglia sotto il II Impero”. Il protagonista è Pascal Rougon, medico di campagna a Plassans, con la sua domestica Martine e la piccola nipote Clotilde, figlia di suo fratello.

Alla sua professione, egli affianca lo studio delle leggi sull’ereditarietà, e concentra questo studio proprio sui suoi ascendenti e sui parenti a lui contemporanei.

La madre di Pascal, Felicitè, è a conoscenza degli studi del figlio e siccome fra gli avi c’è una certa ripetitività di comportamenti nevrotici, e altre tare poco edificanti, teme che se questi lavori fossero noti, la sua famiglia perderebbe prestigio e buon nome. Così, Felicitè cerca in ogni modo di tirare a sé sia Martine, sia Clotilde, convincendole a cercare scritti e documenti per distruggerli.

Pascal riuscirà a salvare tutto il suo lavoro dalle mani di Clotilde, che diventata grande si è fidanzata con Ramond, giovane medico discepolo di Pascal. E proprio grazie a tutti questi accadimenti, comprenderà che l’interesse per gli studi dello zio e l’affetto per lui, nascondono un amore profondo e passionale che, vista l’epoca provocherà un vero scandalo.

Clotilde rompe il fidanzamento con Ramond e inizia la sua storia d’amore con lo zio-compagno, infrangendo regole che forse anche oggi sarebbero sacre.

Questa non è la fine del romanzo, ovviamente. Vorrei che lo leggeste e magari in francese, ma credo che in giro ci siano buone traduzioni in italiano.

Émile Zola, “Le docteur Pascal“, Charpentier & Fasquelle, Paris 1893

Sono antiquaria, ma ho diversi interessi che ho deciso di condividere attraverso un blog: www.lerighediornella.com. In realtà questo blog è una idea delle mie figlie, che hanno visto un potenziale di scrittura di cui non ero consapevole. Buona lettura, sempre.

@lerighediornella

In copertina:  Il dottore, Luke Field, 1891,Tate Gallery, Londra. © Photo credit: Wikipedia.org