di Paola Casulli |

 

Un libro adatto a questa rovente estate al mare è “Nelle foreste siberiane”.

Molto meglio di un cocktail ghiacciato a bordo piscina o in riva al mare, scorrere queste pagine ha lo stesso effetto di far precipitare rapidamente le temperature e mettere i brividi.

Non solo per -34° in totale isolamento nelle foreste sulle sponde del lago più antico del mondo: il lago Baykal, o come direbbe lo scrittore, parigino di nascita, lac Baïkal, ma proprio perché si resta sbalorditi e ammirati dall’avventura di Sylvain Tesson che decide di salutare amici, fidanzata, lavoro e la splendida città sulla Senna, per ritirarsi in una capanna di pochi metri in prossimità del Capo dei Cedri del Nord. Sei lunghissimi mesi in quelli che lui stesso definirà le foreste da requiem.

Simon Lohmann

Cosa spinge un giovane scrittore, giornalista e grande viaggiatore che pur si è cimentato a percorrere il mondo a piedi, a cavallo, in bicicletta, in canoa; che cavalca nelle steppe dell’Asia Centrale o nel Tibet e che a Parigi scala anche i monumenti a mani nude, a rifugiarsi da febbraio a giugno in un paesaggio di solo taiga e vento, di ghiaccio e silenzio?

Tesson stesso, scriverà nelle meravigliose pagine di questo libro che “il lusso dell’eremita è la bellezza” e che in un mondo in cui le risorse si vanno esaurendo e non si può proseguire una crescita infinita, dobbiamo rallentare i nostri ritmi, semplificare le nostre esistenze, ridimensionare le nostre esigenze.

Un libro magico dove meraviglia e incanto si intrecciano a profonde riflessioni filosofiche.

Dal suo rifugio lontano e conducendo una vita selvaggia, Tesson ci regala un nuovo modo di pensare e amare la terra.
Con intensità per comprenderla, interpretarla ed ascoltarla.

NASA@unsplash

Buona lettura

 

Nelle foreste siberiane – Sylvain Tesson

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

@Incanto_errante