di Ilaria Rigoli

Ci riserva una nuova piccola delizia la Collana Jeunesse Ottopiù della piccola casa editrice palermitana Rueballu, dedicata alle biografie romanzate per ragazzi di grandi protagonisti dell’arte e della letteratura.

E torna anche l’autrice Beatrice Masini, dopo “La cena del cuore” su Emily Dickinson e “Quello che ci muove” su Pina Bausch, questa volta per parlarci di Saffo, la prima tra le poetesse.

In otto capitoli più uno (il nono, “Tra verità e libertà” è una sorta di postfazione che ci spiega in che modo l’autrice si sia mossa tra le tracce labili che la Storia ci ha lasciato su Saffo) Masini ci racconta la vita di questa donna straordinaria. La narrazione, che segue l’ordine cronologico classico, parte dall’infanzia e dal destino amaro di nascere femmine in una società dove nascere bambine è un il primo e peggiore dei problemi, e arriva alla vecchiaia, che è proprio la vecchiaia di tutti, dell’antichità come di oggi: quella del corpo che rallenta, che resta quando gli altri partono, che aspetta la fine.
A fare da controcanto sono proprio le parole di Saffo, i frammenti della sua poesia, così piccoli e così potenti, tradotti anch’essi da Beatrice Masini, cui si fondono e confondono altre poesie di Masini stessa, sapientemente costruite sulla metrica saffica.

E’ la storia di una bambina speciale, ma in fondo è anche la storia di una bambina qualunque, destinata a crescere “come crescono le femmine: nel gineceo, che è la parte più segreta della casa, la più lontana dall’ingresso e dalla vita vera che corre e pulsa fuori”.

Illustrazione Pia Valentinis

Una bambina che però vuole “fare il maschio”, cioè vuole la vita tutta intera; una bambina che ama la musica e le storie, che ha sete di imparare e di cantare. Una bambina che trova nella poesia il modo di fare suo il mondo, quando nulla, essendo donna, le appartiene: non la sua casa, non il suo corpo, non il suo destino.

Scrivere però si può, perché, come le dice la madre,

“noi donne possiamo fare molte cose senza che nessuno lo sappia”.

Così Saffo diventa donna, e sposa, e poi madre, ma anche poetessa e infine maestra. Alle ragazze della sua scuola, che sono comunque destinate a essere donne e quindi figlie e poi mogli di un uomo-padrone, insegna però la bellezza e l’arte, e dunque un modo per trovare se stesse, e perciò, forse, la libertà.
Beatrice Masini, con la sua prosa delicatissima, riesce a dare un corpo doppio, al tempo stesso individuale e potentemente universale, valido anche per noi oggi, a questa storia prima di tutte le storie, come sono le storie antiche: ai tempi in cui “gli uomini e le donne erano occupati a inventare quello che ancora non esisteva”.

Non si tratta e non vuole essere una biografia vera e propria, perché nel racconto si intrecciano in un attento equilibrio l’immaginazione e il dato reale. In fondo non importa, perché quel che conta non è la minuzia del dettaglio storico, quanto la fedeltà alla vicenda profonda di questa donna, al suo contesto, nel solco, fatto soprattutto di parole poetiche, che la sua vicenda ha lasciato nella Storia.
Un libro per ragazzi e ragazze, bambini e bambine, ma non solo per loro: come solo i veri libri per ragazzi, del resto, sanno essere.

Beatrice Masini, “Io sono la mela. Una storia di Saffo”, Illustrazioni di Pia Valentinis, Rueballu Edizioni, Palermo 2021

In copertina, illustrazione di Pia Valentinis tratta dal libro

@ila_rigoli