di Maria Barchi

A dispetto dell’opinione comune (e stereotipata) che Milano sia troppo impegnata a lavorare per apparire bella, sia troppo grigia e cupa per offrire incanto, lontano dal ritmo vorticoso della città e dai punti d’interesse turistico del centro, ci può stupire invece con un luogo incantato, dove non si trovano chiese o monumenti di particolare rilievo storico, ma lo sguardo sarà catturato da interessanti esempi di architettura moderna in un clima fuori dal tempo.
Nel tratto dei viali extraurbani che vanno verso nord, realizzati all’inizio del ‘900 per collegare Milano a Monza, si trova un’area residenziale che sorprende per la bellezza e la stravaganza delle sue case: la Maggiolina e l’attiguo Villaggio dei Giornalisti, così chiamato perché a costruirlo fu una cooperativa di editori, scrittori e giornalisti.

Il Villaggio nacque in seguito ad un polemico editoriale pubblicato nel 1911 dal direttore de Il Secolo, nel quale si denunciava come l’attenzione del governo fosse concentrata solo sulle masse operaie e sull’urbanistica popolare, mentre scarseggiavano i quartieri della media borghesia.

ci può stupire invece con un luogo incantato, dove non si trovano chiese o monumenti di particolare rilievo storico, ma lo sguardo sarà catturato da interessanti esempi di architettura moderna in un clima fuori dal tempo.

Venne così edificata una pittoresca città giardino con stradine silenziose su cui si affacciavano deliziose ville liberty, con i muri decorati di arabeschi e alberi nei giardini che incorniciavano torrette e balconi. Qui si respira ancora un’atmosfera di altri tempi, lontana dal traffico della metropoli e dai chiassosi centri commerciali poco lontani.
Addentrandoci come esploratori in questo regno incantato, troveremo Villa Mirabello: una vecchia cascina del Quattrocento, appartenuta a personaggi illustri dell’epoca che si è via via trasformata da dimora di caccia a piccola fattoria fino all’inizio del Novecento, quando versava in uno stato di semi-abbandono. Nel primo dopoguerra la struttura trovò una seconda vita e venne adibita a ricovero per invalidi di guerra. Oggi è sede di uffici ma il bellissimo giardino interno (sbirciabile dal di fuori) continua ad evidenziare la netta distanza emotiva dai moderni casermoni che si trovano a soli pochi metri di distanza.

Villa Mirabello: una vecchia cascina del Quattrocento, appartenuta a personaggi illustri dell’epoca che si è via via trasformata da dimora di caccia a piccola fattoria fino all’inizio del Novecento

L’esperimento urbanistico più originale del quartiere è sicuramente in Via Lepanto, a ridosso dei binari della ferrovia, dove l’ingegnere Cavallè ideò delle casette a forma di fungo (la pittura dei tetti riprendeva addirittura i colori dell’Amanita Muscaria: un fungo tanto simpatico quanto velenoso, distinguibile per la testa rossa a pois bianchi), dalla pianta circolare e la struttura tondeggiante.
Il progetto seppur bizzarro era di grande impegno sociale: infatti l’idea era quella di costruire unità abitative temporanee, per dare una risposta veloce alle famiglie sfollate dai bombardamenti. Questa provvisorietà, grazie all’Arch. Figini che ne ha evitato la demolizione negli anni ‘60, è arrivata fino a noi, anche se con qualche modifica data dalla conversione a residenze: i funghi sono diventati oggi degli igloo.

L’esperimento urbanistico più originale del quartiere è sicuramente in Via Lepanto

Queste case sono ancora abitate (una è addirittura in vendita, volendo!), strutturate al loro interno in uno o più vani, e tutte con un secondo livello interrato che funge da cantina. Sono circondate da un piccolo giardino che dà davvero l’impressione camminare fra piccole casette fatate dei boschi.
Un’altra costruzione particolare che spicca in questo bel quartierino è La Palafitta, nonché l’abitazione privata dell’architetto Luigi Figini (che la abitò dagli anni ’30 fino alla sua morte, nel 1984). Si tratta di un’architettura razionalista con ampi spazi interni e grosse vetrate, ma ciò che la rende originale sono i 12 pilastri di cemento armato alti un po’ più di 4 metri che la rendono una sorta di moderna palafitta, con un unico piano fuori terra che si raggiunge tramite una scalinata interna che accede dal bellissimo giardino.

https://www.mart.tn.it/storie-villa-figini-a-milano

Anche se si tratta di un quartiere periferico, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ma è necessario addentrarsi camminando curiosi per sorprendersi quasi ad ogni passo…e fotografare per i followers di intagram!

@mgb___mgb

Photo Credit Per la copertina https://milano.repubblica.it/