di Federica Pagliarini |

 

Francesca Woodman ha avuto una vita molto breve.
A soli ventidue anni si suicidò gettandosi da un grattacielo di New York.

 

Era una fotografa.
Ma i suoi lavori non sono stati mai considerati. Veniva spesso rifiutata.

Inviò tantissime volte il suo portfolio senza però essere mai realmente capita.
Nessuno aveva compreso la sua bravura.

Questi eventi la portarono in breve tempo alla depressione e poi a compiere il gesto estremo una prima volta, senza riuscirci, e una seconda purtroppo andata a buon fine. Era il 1981.

 

Classe 1958, Francesca Woodman era figlia di due artisti:
il padre pittore e la madre ceramista.
Si avvicinò presto alla fotografia.
A tredici anni realizzò il primo autoritratto.

Autoritratto. Francesca Woodman
©Photo credit: Youmanist

È nata a Denver, nel Colorado, ma si spostò presto in Italia, soprattutto nella campagna Toscana, dove i genitori avevano una fattoria.
Studiò alla Rhode Island School of Design, poi si spostò a Roma, dove ebbe modo di conoscere artisti del calibro di Sabina Mirri, Edith Schloss, Giuseppe Gallo e Suzanne Santoro.

All’inizio del 1981, prima del suicidio, pubblicò la sua collezione fotografica: “Some Disordered Interior Geometries”. L’unica uscita quando era ancora in vita.

La ricerca di Francesca Woodman si incentra sul corpo, sempre presente nelle sue fotografie.
Prediligeva gli autoscatti, diventati il suo marchio. Nudo, sfocato o in movimento.

Nudi in movimento sono spesso presenti negli scatti suggestivi di Francesca Woodman.
©Photo credit: Foto a Fuoco_blogger

L’artista usava a volte un lungo periodo di esposizione, altre la doppia esposizione. Poteva così rielaborare le foto nella fase di impressionamento della pellicola.
Ciò conferisce ai corpi un effetto evanescente, di fusione.

Proprio per questo motivo a volte si è paragonato il suo lavoro alla corrente surrealista.
Il corpo è spesso totalmente nudo, in altre è nascosto. In tutti i casi è sempre presente un’intensa correlazione tra spazio interiore ed esteriore.

 

Si potrebbe parlare di echi femministi.
Il suo mostrarsi anche totalmente nuda, non ha tabù,
anzi è leggerezza, raffinatezza, sobrietà.

 

Francesca Woodman non ha paura di farsi vedere. C’è sicurezza e caparbietà nelle sue pellicole.
L’ultima mostra in programma dell’artista, intitolata “New York Works” si è tenuta lo scorso anno alla galleria Victoria Miro a Venezia (fino al 12 dicembre).

Adesso è possibile vederla in realtà virtuale tramite l’applicazione “Vortic”. Sono esposti tutti i lavori realizzati negli anni 1979-80.

Nudo con specchio e pietra. Autoritratto, Francesca Woodman
©Photo credit: Colori Vivaci Magazine

Come è accaduto per tanti altri artisti, anche Francesca Woodman è diventata famosa dopo la morte.
Non compresa in vita, osannata dopo la morte.
Il suo caso è però ancora più triste degli altri, perché se ne è andata troppo giovane. Chissà quante altre emozioni avrebbe potuto regalarci!

@emozionearte

In copertina: Nudo con calla, Autoritratto, Francesca Woodman

©Photo credit: ContentHub