Di Sonia Rossi |

 

Come si pronuncia un incanto della natura?

Foliage…… prima di iniziare a scrivere questo articolo mi sono documentata, spinta dalla curiosità di sapere qualcosa di più sul significato di questo termine così evocativo e romantico. 

Ho scoperto subito, tanto per cominciare, che sbagliavo la pronuncia, supponendo che foliage, così come è scritto, fosse una parola francese.
Con mia grande sorpresa ho scoperto invece che il termine deriva dall’inglese, mentre se volessimo pronunciarlo alla francese, allora si scrive feuillage.

Quindi, personalmente, d’ora in poi la pronuncerò perfettamente in stile English, lingua che adoro!

Su internet, per chi fosse interessato a compiere qualche bella escursione nei mesi di ottobre e novembre, si trovano tantissime proposte, anche di escursioni guidate, che consentono di immergersi per qualche ora nell’atmosfera di boschi che appaiono come luoghi incantati e dove si può cogliere tutta la magia di una natura che indossa il suo abito più bello, dalle forti tinte cremisi increspate appena da sfumature dorate o ambrate. 

© Photo credit: dayne-topkin via Unsplash

Un fenomeno naturale che rende un passaggio un momento poetico e indimenticabile

Un fenomeno naturale, la variazione autunnale del colore delle foglie, a dir poco meraviglioso che pare essere divenuto famoso solo negli ultimi anni, ma che è invece da sempre parte del ciclo delle stagioni ed è da sempre esistito.
I nostri nonni non lo chiamavano di certo foliage o feuillage ma sicuramente vivevano il cambiamento come una sorta di forza ancestrale, soprattutto nelle campagne, cui tutto in natura si andava adattando per attraversare il mite autunno fino al gelido inverno. 

All’incirca tre settimane fa mi sono decisa per un’escursione fuori porta in Piemonte a bordo di quello che viene indicato il “treno del foliage”, partenza da Domodossola e arrivo a Locarno.
52 splendidi chilometri lungo la storica ferrovia Vigezzina-Centovalli, una delle più belle d’Italia!

Ho iniziato a leggere e informarmi, con l’entusiasmo di una bambina in procinto di compiere un’avventura straordinaria, sulle varie località da visitare, il percorso, che avrei compiuto, dove posteggiare la macchina e dove dormire.
Mi pregustavo già due giorni di assoluto relax in cui riempirmi gli occhi di colori e bellezza ma, al momento della prenotazione, i posti erano già tutti esauriti, essendo i weekend giorni molto gettonati.
Eh si, l’idea non era venuta solo a me!
Ho imparato la lezione e per il prossimo anno effettuerò la prenotazione con largo anticipo! 

Sfumata la possibilità di compiere il tragitto con il treno, ho iniziato a cercare altre località, che potessero offrire lo stesso spettacolo.
Volevo scattare anche qualche bella fotografia da tenere e guardare nei momenti in cui si è più nostalgici e si ha voglia di evadere e lasciare la mente libera di sognare.

©Photo credit: jakob-owens via Unsplash

 

Parco del Beigua

Scopro, dopo ulteriori ricerche, che in Liguria ci sono siti incantevoli, dove propongono escursioni, dal Ponente al Levante. Ho scelto il Monte Beigua, un luogo dove non ero mai stata e che con grande sorpresa scopro essere uno dei più belli d’Italia per ammirare il foliage e,  particolare per niente trascurabile, non troppo distante da casa!
Avevo tutto a portata di mano! 

La Liguria è una regione unica perché, pur a due passi dal mare, ti ritrovi in un attimo sui monti e lo scenario cambia completamente, così come il clima, tanto che a volte sembra di essere in due regioni diverse. 

L’uscita autostradale per il parco è Varazze, cittadina adagiata in un’ampia insenatura tra la punta della Mola e la punta dell’Aspera.
Località dove, con mia grande sorpresa, c’erano ancora bambini fuori, in bicicletta, persone che correvano in pantaloncini corti, e una signora in costume da bagno che passeggiava sulla riva del mare. 

Al bivio, verso il Monte, la strada si fa stretta, le casette si addossano l’un l’altra per la stretta gola, una trattoria sul fiume con il suo vecchio mulino sembra invitarti a bere un bicchiere di vino e chiacchierare con la gente del posto e poi, dopo soli pochi chilometri, ecco che il paesaggio cambia in modo quasi inverosimile. Una nebbia fitta, quei 10 gradi dove il piumino è d’obbligo e una pioggerellina leggera ti proiettano in un altro mondo.
I colori, che dalla riviera a quassù, si mutano dal verde delle palme ai giallorosso dei faggi; i castagni ormai spogli e un tappeto di foglie dalle varie gradazioni di rosso, ti catapultano in una foresta incantata.

©Photo credit: Bernd-schulz via Unsplash

 

L’affascinante e agrodolce stagione delle foglie che cadono, per ritrovare se stessi

Mi capita spesso di andare a passeggiare nel bosco, anche vicino a casa.
Un’abitudine, questa, che mi da un senso di pace e di tranquillità.
Inoltre, in questi giorni frenetici in ospedale, di cambiamenti su cambiamenti, risulta davvero terapeutico per l’anima e per la mente trascorre qualche ora immersi nella natura.  

Se sono sola respiro facendo mindfulness e devo dire che il contatto che si riesce ad avere con se stessi e l’ambiente boschivo aiuta a scacciare lo stress per recuperare energie.
Se poi si aggiunge la bellezza cromatica di questi colori autunnali, il gioco è ancora più semplice. 

Personalmente cerco di attivare tutti i sensi per godere appieno dell’energia della natura. In questo modo ho la sensazione di avere la mente più leggera.

Quando rientro a casa, porto con me i profumi e i suoni lievi che ho captato: il fruscio delle foglie, un ruscello che scorre… e mi sento più carica di energia per affrontare la mia quotidianità.
Antidoto potente per ripartire da se stessi, ascoltare i propri bisogni e desideri e ritrovare equilibrio e pace interiore.

©Photo credit: Timothy-eberly via Unsplash

 

Chiedo anche voi, lettori e lettrici, che sensazioni vi da camminare nel bosco?

Adesso vi lascio guardare le fotografie perché in fondo non c’è bisogno di molte parole. La natura sa farsi ascoltare più di tanti bla bla bla…

@albachiara75.sr