di Emanuela Borgatta Dunnet

Ha aperto al pubblico il 17 maggio e resterà aperta fino al 29 settembre 2024 la mostra estiva delle Gallerie d’Italia milanesi. Una superba antologica dedicata all’arte sfaccettata del pittore Felice Carena, nato a Cumiana, nel 1879 e morto a Venezia, nel 1966. Uno degli artisti più importanti del suo tempo ma, anche, fra i meno conosciuti del Novecento storico. La mostra a cura di Luca Massimo Barbero, Virginia Baradel, Luigi Cavallo ed Elena Pontiggia vuole rettificare questo, inspiegabile oblio, utilizzando le sale delle Gallerie in un sapiente gioco di rimandi fra le varie fasi della carriera del pittore.
A 145 anni dalla nascita, l’esposizione ne ricostruisce l’intero spettro artistico, partendo dalle origini torinesi, passando per i periodi fiorentini e veneziani, sondandone la raffinata ricerca pittorica, tutta volta alle nuances luministe e poetiche. In mostra oltre cento opere, da collezioni pubbliche e private nelle città in cui soggiornò (Torino, Roma, Firenze e infine Venezia), ma anche sorprendenti inediti.

una superba antologica dedicata all’arte sfaccettata del pittore Felice Carena, nato a Cumiana, nel 1879 e morto a Venezia, nel 1966.

L’esposizione parte con i primi successi di una carriera variegata, dalla prima metà del XX secolo fino agli anni più recenti, utilizzando sperimentazioni sempre nuove e ricordando, in più di un’occasione, l’altro piemontese relegato ad un dimenticatoio relativo: Matteo Olivero. Come quest’ultimo, infatti, Carena gioca con un simbolismo a tratti preraffaellita a tratti impressionista ed a tratti espressionista. Un concerto di stili non degno di chiunque, ma magistralmente perseguito dal pittore, il quale fin dall’inizio volge lo sguardo al nord Europa per carpire i segreti della luminosità dei suoi artisti, particolarmente affascinato dalla Confraternita dei Preraffaelliti inglesi di Dante Gabriel Rossetti e dal simbolismo belga capitanato da Fernand Khnopff. L’esibizione, tuttavia, dona – altresì – spazio alla piena plasticità degli anni Dieci, all’astrattismo volumetrico degli anni Venti, fino ad arrivare all’opera del 1933 L’estate (L’amaca), che è da considerarsi come uno dei suoi maggiori capolavori e, per questo motivo, scelto come immagine simbolo della mostra.
Difficile credere di essere al cospetto di una monografica, tanti sono gli impulsi cui lo spettatore viene sottoposto, con toni romantici, occulti, religiosi… si pensi, ad esempio a Deposizione del 1939, proveniente dai Musei Vaticani, che rinnovano il percorso moderno dell’arte cristiana.


Inoltre, la fine del Secondo Conflitto Mondiale, segna l’inizio degli anni di apparente isolamento nella città di Venezia, dove lega in particolar mondo con Gilberto Errera e Vittorio Cini, destinati a divenire suoi mecenati. Presenti in mostra, proprio per quanto riguarda questo periodo, le nature morte che segnano il momento del distacco dall’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1945, nonché una carrellata di disegni provenienti dalla Fondazione Giorgio Cini, magistralmente illuminati per consentire al visitatore di coglierne ogni dettaglio, accostandoli – in un mirabile gioco di suggestioni – allo straordinario e drammatico Adamo ed Eva dai toni terrei ed espressionisti, eccezionalmente visibile per l’occasione.


Artista spesso presente alla Biennale di Venezia, viene rivisto per la prima volta, in un dialogo niente affatto silenzioso con l’ultima antologica complessiva a lui dedicata, realizzata a Venezia nel 2010. Sei sezioni espositive, per questa occasione, ognuna dedicata ad un periodo specifico della vita dell’artista: Tra Torino e Roma; Il periodo romano; Tra Roma e Firenze; Teatro; Il ritratto e la natura morta; Dipinti e Disegni Sacri. Un percorso completo all’insegna della spasmodica ricerca di una luce interna agli oggetti, che diventa essa stessa “forma” dell’arte.
Il ricchissimo catalogo della mostra, le rende ampiamente giustizia ed è realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira con testi dei curatori ed una analitica biografia di Lorella Giudici.

@manuwritesandreviews

Photo Credit: https://gallerieditalia.com/