di @le.recensioni.di.atena

“…e inoltre noi siamo donne, assai inette per le nobili azioni, ma di ogni male artefici assai esperte”

Qualcuno potrebbe dire che Medea era una donna determinata e sicura di sé, quindi una donna forte.

Qualcun altro invece potrebbe dire che era una debole al punto che non poteva vivere senza il suo amore.

Qualcun altro ancora potrebbe dire che era semplicemente una pazza.

E se fosse un mix? Alla fine l’animo umano è formato da molteplici aspetti.

Di un paio di cose sono sicura: prima di tutto è che quello che fa, lo fa in nome dell’amore per Giasone, un amore che l’ha spinta a uccidere, ingannare, abbandonare la propria patria e infine a uccidere i propri figli. La seconda invece è che Medea nonostante tutto rimane una delle figure più particolari e discusse della mitologia greca.

Infine, lasciando stare tutto quello che ha fatto, che può essere compreso o meno, dobbiamo riconoscerle che è una donna in lotta per l’emancipazione, in un mondo dove le donne erano oppresse e non avevano diritto a nessuna libertà.
Leggerete i suoi tormenti riguardo le decisioni che prende, il suo dolore, la sua pazzia, la sua astuzia, la sua sete di vendetta, e… perché no? Anche la sua forza, quella forza che ha fatto sì che si ribellasse alla società del tempo ma anche quella stessa forza che ha fatto sì che uccidesse i suoi figli.

Medea

@le.recensioni.di.atena

In copertina: Maria Callas è Medea  nell’adattamento di di Pier Paolo Pasolini (1969).© Photo credit: Wikipedia.org