“Ho dei bellissimi bambini perché ho delle mogli meravigliose.
Rendo grazie a Dio che sono sempre pienamente al mio fianco”. 

Le mogli

A pronunciare queste parole è Bassirou Diomaye Faye, il nuovo Presidente del Senegal, acclamato da migliaia di sostenitori, recentemente eletto al primo turno alle elezioni presidenziali con il 54,28% dei voti.

Atteggiamento discutibile e senz’altro senza precedenti questo di Faye che, se da un lato promette cambiamenti radicali nella politica nazionale del suo Paese, dall’altro lo fa salendo sul palco, negli ultimi istanti della campagna elettorale, tenendo per mano le sue due consorti.

Diomaye Faye con le sue due mogli. Absa e Marie Khone

Una chiara posizione sull’affermazione della poligamia che pur essendo una pratica tradizionale e religiosa saldamente ancorata alla cultura del Senegal, dove la stragrande maggioranza è musulmana, difatti ha da tempo suscitato polemiche scatenando reazioni avverse.

La prima moglie dell’attuale presidente si chiama Marie Khone Faye, è cristiana, ha 44 anni, e proviene dallo stesso villaggio di Faye. I due si sono sposati 15 anni fa e hanno quattro figli, tre maschi e una femmina. Poi poco più di un anno fa Faye ha deciso di unirsi in matrimonio con la sua seconda moglie Absa Faye che è musulmana e dalla quale non ha ancora un figlio.

Diomaye e le sue due consorti

Marie e Absa affiancheranno dunque il nuovo capo di Stato Bassirou Diomaye Faye, che è anche il più giovane della storia del Paese dell’Africa  (ha, infatti, appena compiuto 44 anni),  e ora ricopre la carica dopo l’amnistia che gli ha spalancato le porte del carcere

Poligamia in Senegal

In Senegal dove la poligamia è diffusa soprattutto nelle zone rurali, molti matrimoni non sono registrati. Il che rende difficile dire esattamente quanti siano poligami. Secondo un rapporto del 2013 dell’Agenzia Nazionale di Statistica e Demografia, il 32,5% dei senegalesi sposati ha un’unione poligama, l’età media delle donne al momento del matrimonio è di 40,4 anni e di 52,9 per gli uomini. La poligamia è considerata un modo per allargare la famiglia. L’Islam permette infatti agli uomini di prendere fino a quattro mogli, purché abbiano i mezzi finanziari. In questo caso, si richiede che il tempo trascorso con le mogli sia uguale e alternato, tra i due e i tre giorni.

Chi è Bassirou Diomaye Faye, il futuro presidente del Senegal.
Da una prigione di Dakar alla presidenza del Senegal

Originario di Ndiaganiao, nel Senegal centro-occidentale, Bassirou Diomaye Faye nasce nel 1980 da una modesta famiglia di agricoltori rivendicando spesso le proprie origini rurali. Sul sito di presentazione della sua candidatura si dice che trascorra le domeniche e i giorni festivi nei campi a coltivare papaia.

Dopo la maturità al liceo, Faye ottiene una laurea in giurisprudenza all’Università Cheikh Anta Diop di Dakar, la prima e la più grande università senegalese.

Nel 2004 viene ammesso alla Scuola Nazionale di Amministrazione (ENA), prestigiosa scuola specialistica per i futuri dirigenti della pubblica amministrazione.

Tre anni dopo Faye comincia a lavorare come ispettore del fisco per la Direction générale des Impôts et des Domaines, dove incontra Ousmane Sonko.

Ousmane Sonko. Nuovo Primo Ministro del Senegal

Personaggio di spicco, Sonko è destinato a diventare una figura determinante per il futuro politico di Faye. Infatti, Ousmane è il fondatore, nel 2014, del partito politico Patriotes africains du Sénégal pour le travail, l’éthique et la fraternité (PASTEF), di cui Faye diventa in seguito Segretario Generale e la persona che più incide sul partito, in particolare fuori dal Senegal e in Europa dove negli anni ha organizzato numerosi viaggi per raccontarne obiettivi e principi.

Ousmane Sonko, considerato fino a gennaio il più importante politico di opposizione in Senegal, e che avrebbe dovuto ricandidarsi anche alle ultime elezioni presidenziali, viene arrestato nel luglio del 2023 con l’accusa di aver sobillato una rivolta, cospirato con dei gruppi terroristici, messo in pericolo la sicurezza nazionale e aver avuto comportamenti immorali nei confronti di minori di 21 anni. Accuse giudicate false e pretestuose dallo stesso Sonko.

La sua coalizione decide dunque di sostenere Bassirou Diomaye Faye, arrestato a sua volta con le accuse di aver diffuso notizie false, oltraggio alla corte e diffamazione di un organo costituito, per un post pubblicato sui social network in cui criticava alcuni magistrati che si erano occupati delle vicende giudiziarie di Sonko.

Sia Sonko che Faye sono stati scarcerati la sera del 14 marzo 2024, una decina di giorni prima delle elezioni, grazie a un’amnistia generale decisa dal Presidente Macky Sall come misura di “pacificazione sociale” per placare le proteste che erano sorte.

Disordini in Senegal per la incarcerazioni di Sonko e Faye

Faye, candidato anti-sistema, vince le elezioni presidenziali con il 54, 28% dei voti, contro il 35,79% totalizzato dal candidato di governo Amadou Ba, suo principale oppositore, ex primo ministro e candidato del partito al governo, ideale successore del ex Presidente Macky Sall.

Senegal Ex Presidente Macky Sall

Dal penitenziario di Can Manuel, dove scontava la pena, Faye è ora alla testa di 18 milioni di abitanti.

Programmi politici del nuovo Presidente

Considerato il Presidente Anti-sistema, Faye promette di contrastare la corruzione e di migliorare il sistema giudiziario per permettere a tutti i senegalesi l’accesso a una giustizia imparziale e indipendente. Ha anche parlato della necessità di attuare politiche per abbassare la disoccupazione giovanile (in Senegal il 60 per cento della popolazione ha meno di 25 anni) e per permettere a tutti un pari accesso all’istruzione e a una vita più giusta e dignitosa. Promette inoltre di rinegoziare le concessioni per lo sfruttamento delle risorse minerarie e petrolifere del paese, così come i contratti della pesca, in modo che le collaborazioni siano vantaggiose per tutti, anche per il Senegal.

Afferma, non per ultimo, di non temere di staccarsi dal franco Cfa, annunciando addirittura la creazione di una nuova moneta nazionale, una misura che il suo avversario Amadou Ba ha denunciato come “assurdità” economica.

Senegal. Amadou Ba Ex ministro delle Finanze

I suoi detrattori lo accusano, infatti, di essere a capo di un gruppo di “avventurieri” pronti a perseguire una politica pericolosa in una nazione rinomata per la sua stabilità nell’Africa occidentale, ma Faye si è descritto come “particolarmente ragionevole”, e dopo il voto ha subito auspicato un “ritorno definitivo alla serenità” in Senegal “gravemente turbata” negli ultimi anni.

Un programma ambizioso che apre una nuova stagione in Senegal. Difficile sembra, dunque, che ben si amalgami a progetti così innovativi la consacrazione della tradizione della poligamia ai vertici dello Stato.

Sebbene molte donne senegalesi affermino di trovare la poligamia ipocrita e ingiusta e il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, in un rapporto del 2022, ha affermato che si tratta di una discriminazione nei confronti delle donne e che dovrebbe essere eliminata, molti personaggi noti in Senegal non hanno mostrato idee contrarie.

La nota sociologa Fatou Sow Sarr ha dichiarato su X, ex Twitter, che “l’Occidente non sia legittimato a giudicare le nostre culture” e il l sociologo Djiby Diakhate ha affermato che  nell’azione esposta di Faye c’è “senza dubbio il desiderio di porre fine alla pratica della poligamia nascosta, chiamata “Takou Souf”, e che, secondo lui, “sarà un bene per l’economia del Paese e per la situazione coniugale”.

@IncantoErrante