di Chiara Celiani

Cosa vuole dire zero/low waste? Mi piace pensare che sia un’evoluzione del riciclo: se fare la differenziata è stato l’inizio, lo zero/low waste significa diventare PRO.

Ovvero, si inizia a prendere consapevolezza del fatto che riciclare non basta più, produce comunque rifiuti. Cercare di vivere zero/low waste significa, invece, acquistare prodotti che non diventano rifiuti. Parliamo, dunque, di articoli che non hanno imballaggi o quasi; e se ne hanno, sono di carta, alluminio o rafia.

Significa anche rifiutare una cannuccia al bar!

Il tema in questo periodo è più che mai attuale. E diventare zero waster è, secondo me, un’esigenza più che una scelta!

Inoltre non è difficile come sembra. Inizierei, quindi, con 5 piccoli ma significativi passi che tutti possiamo fare da subito:

Evita di comprare acqua imbottigliata, quella del rubinetto è controllata e sicura.
©Photo credit: Istock

1. Non comprare più acqua in bottiglie di plastica. L’acqua del sindaco è pure assai controllata, quindi sicura. Per la gasata, ci si organizza con un gasatore, che a sua volta ha il cilindro continuamente riutilizzato. E poi vuoi mettere una bella bottiglia di vetro che troneggia sul tavolo? Magari un po’ fanée che a me piace tanto.

2. Fare la spesa sfusa. Non sempre è possibile? Almeno frutta e verdure prendiamola dal fruttivendolo sotto casa! E rifiutiamo la borsa di plastica ma portiamoci da casa la nostra, preferibilmente in stoffa.

3. Si possono evitare serenamente i bagnoschiuma in bottiglie di plastica! Oramai la cosmesi zero waste ha fatto passi da gigante e il caro vecchio sapone è diventato un oggetto profumatissimo, con ingredienti preziosi che soprattutto fanno bene alla pelle! Inoltre, un sapone profuma anche l’ambiente.

Utilizza il sapone, fa bene alla pelle ed è profumato. ©Photo credit:  Pixabay

4. I tubetti di dentifricio sono tra le cose più inquinanti e più difficili da smaltire che il mondo conosca. Inoltre, è usato veramente da tante persone, quindi pensiamo all’invasione dei tubetti! Ma per fortuna le alternative sostenibili sono oramai assai diffuse. Dentifrici in pastiglie o in pasta in barattoli di vetro, o addirittura in vuoto a rendere. I gusti sono vari e contengono fluoro che fa contento il dentista (ma anche noi).

Usa spazzolini da denti in bamboo e compresse dentifricie, ne esistono in vari gusti e contengono fluoro.
©Photo credit: pixabay

5. Spazzolino da denti in bambù. Uguale uguale a uno in plastica ma in materiale che finisce nell’organico. Anche bello da vedere.

Potrei andare avanti ma credo sia più utile iniziare con poche cose, anche perché altrimenti il rischio è che uno si senta in colpa per non riuscire a essere un buon zero waster, e molli! Sarebbe davvero un peccato. Poi, col tempo, ci accorgeremo da soli a quante cose non sostenibili possiamo rinunciare. Procedere per step intermedi funziona sempre.

Io ho iniziato dalla cosmesi bio, ma c’era qualcosa che strideva. Non capivo come si potesse definire bio una cosa che arrivava in colossali bottiglie di plastica, lo trovavo un controsenso. Ed è così che ho scoperto il mondo zero/low waste.

Vorrei chiudere con quanto ha detto una chef. Credo racchiuda in modo semplice ma efficace quello che tutti possiamo fare.

We don’t need a handful of people doing zero waste perfectly. We need millions of people doing it imperfectly” (Anne-Marie Bonneau, zero waste chef) (Non abbiamo bisogno di pochi che facciano zero waste in modo perfetto, ma di tanti che lo facciano in modo imperfetto. Traduzione libera).

Chiara Celiani  @socialmediachiara

In copertina: sacchetti ecologici per frutta e verdura. ©Photo credit: Markus Spiske via Unsplash