Di Paola Casulli |

Ero da ore sotto  il sole cocente

La tettoia in alluminio sopra le nostre teste, che avrebbe in teoria dovuto proteggerci dal caldo, creava in realtà una fornace incandescente.

Mamme, bambini, anziani con buffi occhiali da sole, bellissime ragazze con coroncine di fiori nei capelli.
Tutti  aspettavamo i carri e e le maschere che da lì a poco avrebbero sfilato davanti a noi per le strade della città.

Giovanne coppia. Carnevale di Barranquilla

Giovane coppia. Carnevale di Barranquilla ©Photo credit: Paola Casulli @incanto_errante

Barranquilla, la quarta città della Colombia per popolazione, ospita uno dei carnevali più belli dell’America Latina.

Colombia. Carnevale di Barranquilla

Colombia. Carnevale di Barranquilla ©Photo credit: Paola Casulli@incanto_errante

Con una tradizione centenaria alle spalle, il carnevale di Barranquilla inaugura ufficialmente la stagione di feste pubbliche o Verbenas (sagre) e si celebra durante i quattro giorni dal sabato al martedì prima del Mercoledì delle Ceneri.

Patrimonio della Nazione

in dichiarazione conferita dal Congresso nazionale della Colombia, il 26 novembre 2001, e Patrimonio dell’Umanità, titolo conferitogli dall’UNESCO a Parigi, il 7 novembre 2003, questo Carnevale è un evento culturale nel quale si esprimono e si rappresentano tutte le varietà culturali della costa caraibica colombiana.

Ballerine colombiane. Carnevale di Barranquilla

Ballerine colombiane. Carnevale di Barranquilla ©Photo credit: Paola Casulli @incanto_errante

All’improvviso, come venuto fuori direttamente dall’inferno, un ballerino smilzo, dinoccolato e infervorato come un satiro, mi si para davanti mostrandomi una smorfia selvaggia e tribale.

Nella moltitudine di maschere e carri, a invadere allegramente le strade di Barranquilla,

si contraddistinguono gli uomini neri, (palenquera o cimarrones neri) del “Son de Negro”

antichissima danza di carattere guerriero che ricrea la vita degli uomini delle ex tribù in guerra del Congo.

Son de Negro, carnevale di Barranquilla

Son de Negro, carnevale di Barranquilla ©Photo credit: Paola Casulli @incanto_errante

Dall’Africa questa danza popolare, mix culturale indiano (americano), congolese e andaluso,
si diffuse nelle colonie sulla costa atlantica colombiana.

Cartagena de Indias, e Barranquilla.

Con smorfie particolarissime e le loro tipiche lingue rosse, questi ballerini sono orgogliosi di mostrare il busto seminudo, spalmato di polvere minerale di intenso colore nero e mescolato con olio fatto in casa.
Inoltre, sono adornati con elaborate collane della loro produzione agricola o da pesca.

Nelle danze c’è tutta la loro storia.

Esprimono, con movimenti e gesti, le fatiche dei neri, quando lavorano con il machete o quando andavano a caccia e a pesca.
Un rituale, insomma, che è considerato magico-religioso e simboleggia la riaffermazione di una pratica di radicamento “nero”.

Nelle loro particolari coreografie gli attori esprimono anche uno spazio giocoso e performativo che mette in scena un rituale di difesa e di guerra accompagnato dal furto di bandiere e relazioni amorose con danze satiriche, esotiche e galanti.

Ogni anno il Son de Negro si ripropone in tutta la sua ricchezza e il suo intramontabile folklore.

 

Paola Casulli

@incanto_errante

In copertina: Ballerina, Carnevale di Barranquilla.

©Photo credit: Paola Casulli