di Claudia Formiconi |

Bella di giorno (Belle de jour) è un film del 1967 del regista surrealista spagnolo Luis Bunuel (1900 – 1983).
Il soggetto è tratto dal romanzo omonimo dello scrittore francese Joseph Kessel (1898 – 1979).
La sceneggiatura è del regista stesso e dello sceneggiatore francese Jean-Claude Carrière, da qui il grande sodalizio professionale con il maestro spagnolo.

Con questa pellicola che all’epoca suscitò scandalo, tanto che alcune scene finirono nel mirino della censura, Bunuel si cimenta con un tipo di cinematografia più sarcastica e lucida, lasciando da parte i temi più aggressivi del surrealismo che sino ad allora lo avevano mosso
(‘Un chien andalou’, 1930).

Oltre che regista e sceneggiatore, è stato attore, poeta (nota è l’amicizia con Lorca) e compositore.

Gli interpreti principali sono Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michele Piccoli e Pierre Clementi.
La fotografia è di Sacha Vierny. Montaggio di Louisette Hautecoeur.
Alla 32 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nel 1967, gli viene conferito il Leone d’Oro, perché l’opera è ritenuta di pregevole valore artistico.

Catherine Deneuve è Severine una delle scene del film del 1967.© Photo credit: Arte tv

La vicenda narra la drammatica storia di una raffinata e giovane moglie borghese, la bella Severine, annoiata e apparentemente frigida (per un oscuro senso di colpa, un abuso infantile pregresso), alle prese con i turbamenti della coscienza e delle convenzioni sociali, divisa tra il peccato e l’espiazione, descritta qui magistralmente, con visionaria ambiguità, disincanto e garbo, dal grande regista, antiborghese e libertino, con sequenze flashback e rimandi continui tra la realtà e il sogno, con un epilogo spiazzante.

“Sono perduta, non ci posso fare niente, non so resistere è più forte di me. Lo so che un giorno dovrò pagare per quello che faccio, ma senza questo non potrei più sopravvivere” (Severine)

 

@formiconiclaudia

In copertina: . © Photo credit: Pexels