di Emanuela Borgatta Dunnett

Cézanne/Renoir. Capolavori dal Musée de l’Orangerie e dal Musée d’Orsay a Milano

Visitabile fino al termine del mese di giugno, Cézanne/Renoir. Capolavori dal Musée de l’Orangerie e dal Musée d’Orsay allieta i visitatori di Palazzo Reale a Milano, ed è curata da Cécile Girardeau (conservatrice del Musée d’Orsay) e dallo storico dell’arte Stefano Zuffi.
Il tempo sembra essersi fermato al lontano 1874, anno della prima mostra impressionista tenutasi nello studio del fotografo Nadar, a Parigi. La mostra vuole, infatti, avere un taglio immersivo, ricostruendo – altresì – gli ambienti all’interno dei quali si mosse l’avanguardia pittorica, dando spazio a due figure fondamentali, ma profondamente diverse.
Pur essendo colleghi ed amici, Paul Cézanne e Pierre-Auguste Renoir, nelle loro scelte stilistiche divergenti, pongono le basi per quelle che sarebbero diventate le moderne avanguardie (come ricorda il collezionista e mercante Paul Guillaume, dalla cui raccolta d’arte proviene la maggior parte delle opere fornite a Palazzo Reale per questa esposizione), ma non solo. Cézanne in particolare, con le nuove angolazioni e la pennellata audace, di fatto influenza anche per il modernismo, con il suo voler concedere a chi guarda il privilegio di ammirare ritrattati e nature morte da molteplici angolazioni.

Cèzanne Paul (1839-1906). Paris, musèe d’Orsay. RF1982-40.

Il percorso raggruppa una cinquantina di opere, suddivise in aree tematiche dedicate alla biografia ed alla produzione dei due artisti, in un mirabile gioco di specchi evocativi che ben evidenzia le divergenze e le reciproche influenze. Molto interessante, in questo senso, la sala intitolata Renoir e Cézanne vis-à-vis, con tele esposte fianco a fianco, accomunate da soggetti affini (bagnanti, paesaggi, flora) ma distinte dai diversi colori alle pareti: azzurro per Cézanne, rosa per Renoir.
Il plein air è, chiaramente, protagonista assoluto della mostra milanese, con risultati morbidi e fluidi per Renoir e maggiormente sfaccettati per Cézanne, il quale sembra già muoversi verso geometrie azzardate dalle connotazioni teatrali; si pensi alla raffigurazione delle celeberrime mele e del significato simbolico che avrebbero acquisito all’interno della storia dell’arte moderna e contemporanea.
Non spaventino, tuttavia, i risultati quasi antitetici, poiché la mostra unisce piacevolmente i due artisti e sembra addirittura tendere un filo rosso con un altro artista ed un’altra esposizione appena aperta (anch’essa visitabile fino ad estate inoltrata, in quel di Torino) dedicata all’affascinante figura di Henri de Toulouse-Lautrec.

HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC – Il Circo –Balletto, fantasia nautica e giapponese. Litografia – Ed. 1905 Parigi (Francia)

Ricca, suggestiva e dalle tinte forti, la mostra torinese vuole ridar vita al lato più bohémien della Parigi di Montmartre. Toulouse-Lautrec si pone al di là del movimento impressionista, di fatto anticipando i moti espressionisti ed i turbamenti dell’anima che avrebbero caratterizzato il Novecento.
Angosce vissute in prima persona. Pur essendo nato da una famiglia aristocratica che gli consente un’infanzia serena, è affetto da una malattia ossea che lo segna per tutta la vita, ma che non gli impedisce di eccellere nel disegno, sin da bambino. Grazie alle sue eccezionali doti si trasferisce a Parigi nel 1881, per poi spostarsi a Montmartre dove apre il suo studio ed inizia a frequentare quei luoghi di intrattenimento che sarebbero diventati i protagonisti dei suoi schizzi e delle sue tele. La vita notturna è un personale eden, di cui riesce a catturare i soggetti vibranti, grazie all’uso della litografia ed alla creazione di quei manifesti pubblicitari che definiscono l’epoca, risultando ancor oggi incredibilmente attuali.

Toulouse-Lautrec si pone al di là del movimento impressionista, di fatto anticipando i moti espressionisti ed i turbamenti dell’anima che avrebbero caratterizzato il Novecento.

La mostra ne esplora il genio e la breve vita, immergendo lo spettatore nel contesto della Parigi fin-de-siècle, intrisa di Belle Époque, ed offrendo uno sguardo approfondito sulle opere di uno dei più grandi maestri dell’arte grafica del XIX secolo. Per la prima volta in Italia dopo diverse tappe in Europa, l’esposizione si compone di oltre 120 opere, per celebrare i 160 anni dalla nascita di Toulouse-Lautrec ed illustrare le tecniche da lui utilizzate, in scrupoloso dettaglio.

Cézanne/Renoir. Capolavori dal Musée de l’Orangerie e dal Musée d’Orsay, Palazzo Reale – Milano, fino al 30 giugno 2024
Henri de Toulouse-Lautrec, Mastio della Cittadella – Torino, fino al 21 luglio 2024

@manuwrietsandreviews