di Federica Borsati |

Berlino è un mondo a parte

Quando guardi l’Europa, si aprono mille possibilità di viaggi alla scoperta di innumerevoli culture con storie che vogliono essere scoperte e raccontate.

Berlino è un mondo a parte, secondo il mio punto di vista, perché la storia che preserva, DEVE essere raccontata, nonostante ognuno di noi l’abbia già appresa attraverso i libri di scuola.

A Berlino lasciati trasportare

Certo, a livello culturale ci sono decine di musei che consiglio fortemente di visitare, ma se c’è una cosa su tutte che raccomanderei a chi decide di andare a Berlino per la prima volta, è di lasciarsi trasportare dall’empatia che inevitabilmente viene a crearsi.

Passeggiando per le strade berlinesi si incontrano infatti targhe commemorative ed edifici tutt’oggi lesi da una guerra così lontana ma ancora vivida e presente, ma anche storie epiche e vittoriose, rese immortali grazie a monumenti e strutture incredibili.

Passeggiamo per Berlino

Porta di Brandeburgo al tramonto ©Photo credit: pixabay

Inizierei passeggiando per la lunga Unter den Linden, che parte dalla maestosa porta di Brandeburgo e ti accompagna fino al Berliner Dom, l’immenso Duomo la cui cupola si erge fiera e possente (una visita all’interno è d’obbligo).

Altare di Pergamo. Pergamon museum. ©Photo credit: Daniel Mennerich via inexibit.com

Dietro di lei si apre l’isola dei musei, dove la fame di storia viene saziata, con il Pergamon Museum a farla da padrone, custode dell’incredibile porta di Babilonia e dell’altare di Zeus.

Fiume Sprea. Isola dei musei e la cattedrale.
©Photo credit unsplash

Tutt’intorno, il fiume Sprea si agita accompagnando decine di traghetti in giro per la città, mentre la torre della televisione, moderno simbolo di Berlino, fa capolino ad ogni inquadratura.

La torre della televisione. ©Photo credit: Artem Sapegin via unsplash

A soli 10 minuti dal Duomo si incontra l’Hackescher Hofe, uno dei quartieri ebraici di Berlino, che con i suoi 8 cortili lascia tutti a testa in su e a bocca aperta dalla bellezza senza tempo che sfoggia.

Con altri 10 minuti di camminata si arriva anche ad Alexander Platz, la piazza più grande e importante della città, dove l’orologio universale è diventato l’elemento chiave che la rende riconoscibile nel mondo.

Berlino è altresì comoda da attraversare con la metro, oltre che a piedi, talmente vasta da poterti accompagnare in ogni angolo della città, senza troppo sforzo.

L’empatia di Berlino

Memoriale dell’ olocausto. ©Photo credit: unsplash

Tornando a parlare di musei, c’è il Judisches Museum che si collega perfettamente al discorso iniziale sull’empatia: è composto da due strutture, una più antica e l’altra modernissima, concepita dalla mente dell’architetto Daniel Libeskind.

Judisches museum.
©Photo credit: Lovie Tey via unsplash

È proprio su quest’ultima che le emozioni si possono smuovere fino alle lacrime, in quanto lo scopo di questo edificio è proprio quella di farti percepire quello che si può provare nelle situazioni alienanti a cui è stato costretto il popolo ebreo.

Berlino, il muro

Graffiti. Il muro.
© Photo credit pixabay

Ma veniamo al monumento per eccellenza di Berlino, talmente scontato da menzionare ma così indimenticabile quando si è al suo cospetto, che pare quasi futile da inserire in una lista di luoghi da visitare: il muro di Berlino, collocato nel lato est della città.

Ecco, se nel Museo Ebraico si viene sopraffatti emotivamente dall’architettura, qui è l’arte a fare da mediatore: con varie sfumature ed interpretazioni sa richiamare gli sciagurati eventi avvenuti intorno a questo muro, ma sa anche scacciarli e rinnegarli con la forza della pace.

L’arte parla a Berlino, è efficace e silenziosa… ma quante parole ci sono in quei silenzi? Come il monumento alla memoria delle vittime dell’Olocausto, posto a pochi metri dalla porta di Brandeburgo, dove un’idea semplice e fredda trasmette un messaggio diretto, limpido:

l’umanità sa essere brutale e spesso ci si può sentire persi e soli al suo interno.

Reichtag. La cupola.
©Photo credit: pixabay

A poca distanza dal memoriale c’è il massiccio Reichtag, sede del governo che con la sua struttura a metà tra il moderno e il classico, vuole dirci che Berlino è una città forte come non mai, mentre di fronte ad esso si apre il Tiergarten, il Central Park berlinese, che con i suoi 5km di lunghezza, regala attimi di relax in una città dinamica e caotica.

Berlino, viaggio emotivo

Per concludere questo viaggio emotivo occorre andare a sud-est dell’iconico zoo di Berlino (che si estende sui confini del Tiergarten), qui si trova la Chiesa commemorativa dell’imperatore Guglielmo: una struttura del 1890 devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ricostruita poi in chiave moderna.

Qui non è insolita come procedura, dove spesso l’architettura interviene per salvaguardare le strutture infortunate, arricchendole con innesti moderni, rendendole così degli ibridi, a metà strada tra antico e moderno.

Berlino è una città saggia, che ha imparato dal passato e si è ricostruita una nuova identità, moderna e dinamica, ma pur sempre portandosi dietro questo strascico nero pesantissimo, per non dimenticare quel che è stato e che mai più dovrà essere.

È una di quelle città che va visitata almeno una volta nella vita, senza ma e senza forse, quindi in conclusione, vi auguro di andarci presto e di viverla fino in fondo, perché, vi assicuro, ve lo ricorderete per tutta la vita.

Federica Borsati

@la_piemontese_errante

In copertina: Berlino, panorama notturno.

©Photo credit: Stefan Widua via unsplash