di Jenny Tommasin

Dall’1 al 7 agosto si è celebrata la settimana mondiale dell’allattamento, un evento promosso da WABA (World Alliance for Breastfeeding Action), OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e UNICEF. L’obiettivo è stato quello di promuovere l’allattamento al seno, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. Vediamo di capire perché e come renderlo possibile!

La settimana mondiale dell’allattamento

©Photo credit: Cleyder Duque via pexels

La settimana mondiale dell’allattamento nacque nel 1991 da WABA, una rete globale di individui e organizzazioni dedite alla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno in tutto il mondo. Si basa sulla “Dichiarazione degli Innocenti e la Strategia Globale per l’Alimentazione dei Neonati e dei Bambini” dell’OMS e dell’UNICEF.
Ogni anno viene affrontato un tema diverso, e nel 2020 è stato proprio “l’allattamento si prende cura del pianeta”, evidenziando non solo il lato benefico dell’allattamento per la mamma e il bambino, ma per l’intera comunità.

Come può l’allattamento di un bimbo avere ripercussioni su tutta la comunità?

L’allattamento materno ha ripercussioni positive sul pianeta.
©Photo credit: Kelly Sikkema via unsplash

Il latte materno, per essere prodotto, richiede solamente un po’ più di cibo per la madre. Il suo impatto ambientale è praticamente nullo, in quanto non v’è nulla da smaltire.
Se un bimbo viene alimentato artificialmente, invece, produzione, imballaggio, stoccaggio, distribuzione e smaltimento dei contenitori del latte contribuiscono ad aumentare l’impatto che la produzione alimentare ha nei confronti di produzione di gas serra, acidificazione del suolo e ipermineralizzazione  delle acque.
Quindi allattare fa bene anche all’ambiente!

Un altro fattore da considerare è l’impatto socio-sanitario.
L’allattamento riduce il rischio di sviluppare cancro ovarico, mammario e ipertensione nella madre. Nel bambino aiuta a combattere malattie infettive, abbassa l’incidenza e la gravità della dissenteria, riduce il rischio di contrarre infezioni respiratorie e otite, previene la carie, la malocclusione dentale e stimola l’intelligenza.
Tutti questi benefici riducono la spesa sanitaria nazionale, le ospedalizzazioni e contribuiscono ad una migliore qualità della vita.

Cosa contiene il latte materno?

©Photo credit: unsplash

Il latte materno è un fluido “vivo” che cambia in base alle esigenze di crescita del bambino.

Il colostro: il primo latte

Il colostro è il primo latte con cui viene a contatto il bambino. Ha una colorazione giallastra che può variare in funzione della composizione, anche nell’arco della stessa giornata. Ha una grande quantità di calorie (date soprattutto da zuccheri e proteine) poiché nei primi giorni di vita il bambino non ha ancora sviluppato una suzione efficace. Anche poche gocce di latte, quindi, devono fornire un elevato apporto calorico.

Il latte bianco

©Photo credit: pixabay

Dopo il colostro, il latte matura. A inizio poppata assume una colorazione tendente al trasparente per poi diventare bianco, poiché il latte “finale” è più ricco di grassi e meno di zuccheri e proteine.

Quali sono i nutrienti del latte materno?

Oltre a zuccheri, proteine, grassi e vitamine, il latte umano contiene anche da centinaia a migliaia di molecole bioattive distinte che proteggono il bambino da infezioni e infiammazioni contribuendo alla maturazione immunitaria, allo sviluppo degli organi e alla colonizzazione sana del microbiota.
Tutto questo è veicolato dall’acqua (85%); per questo motivo, fintanto che l’allattamento è esclusivo, non va data acqua ai bambini: l’acqua assunta dal latte è più che sufficiente.

Allattamento esclusivo e misto: quando e perché

Se l’allattamento esclusivo è da preferire per tutti i motivi descritti precedentemente, talvolta può non essere abbastanza.
In questi casi, ovvero quando il bambino non cresca sufficientemente, è necessario aggiungere del latte artificiale per garantire l’apporto calorico e nutritivo e adeguato al suo sviluppo.

E qui arriva il punto critico per le mamme che hanno sempre desiderato allattare.

Molto spesso una mamma che debba dare l’aggiunta al proprio bambino si sente inadeguata, non abbastanza, un fallimento.
Nulla di più sbagliato: per il benessere vostro e di vostro figlio, vivete serenamente questa fase. Può appunto essere un momento, oppure no, ma di certo dare “la formula” (ovvero il latte in polvere) al vostro bambino non farà di voi delle cattive madri!

Le consulenti de la “Leche League”

In situazioni di difficoltà come quella appena descritta, può essere molto utile l’affiancamento di un’ostetrica o di una consulente de La Leche League. Volontarie che su tutto il territorio nazionale (e non solo!) da anni aiutano le mamme in difficoltà con l’allattamento, dando consulenze e consigli preziosissimi, gratuitamente.

Questa associazione organizza anche incontri formativi con i genitori, in tutta Italia, durante i quali viene spiegato l’allattamento in tutte le sue caratteristiche chiarendo dubbi e perplessità. Io stessa ho partecipato ad alcuni di questi incontri e sono stati davvero utili (vi consiglio di partecipare con i futuri papà)!

Benefici dell’allattamento

L’allattamento rafforza il legame tra la mamma e il bambino.
©Photo credit: pixabay

L’allattamento non è sempre facile: per la mamma è stancante e all’inizio può essere doloroso, ma il beneficio che porta è davvero elevato. Rafforza il legame mamma-bambino, protegge la madre, dà nutrienti al bimbo che un latte formulato non ha e aiuta l’ambiente. Inoltre è comodo, perché è economico, sempre disponibile e alla giusta temperatura!

La settimana dell’allattamento è stato un momento di sensibilizzazione verso un’attività bellissima, naturale, positiva e a impatto zero che può dare anche tanti benefici alla collettività. Promuoviamo tutti insieme l’allattamento al seno, ne gioveremo tutti!

Jenny Tommasin

Facebook: farmacia.carmignoto.cittadella

@farmaciecarmignoto

In copertina: ©Photo credit: Nikolay Osmachko via pexels

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