di Francesca Francato

Che cos’è l’alimentazione emotiva e le strategie per affrontarla in modo efficace.

Mangiare senza fame

A chi non è mai capitato di mangiare senza avere fame, magari velocemente e in maniera distratta, cercando di placare uno stato di malessere non ben definito o di riempire un vuoto che si trovava da qualche parte dentro di noi?

L’Emotional Eating, il “mangiare senza fame”

Numerosi studi hanno evidenziato come da una parte troviamo la fame fisica e biologica, dall’altra la fame emotiva detta “Emotional Eating“.

Ma non sempre è facile distinguere chiaramente dove finisca l’una e dove cominci l’altra.

Il cibo come mezzo per riempire un vuoto interiore.
©Photo credit: Jarritos Mexican Soda via unsplash

Possiamo considerare l’alimentazione emotiva come una risposta inadeguata a un bisogno preciso: mangiamo (o ingurgitiamo) cibo non perché abbiamo un reale bisogno di introdurre nutrimenti nel nostro corpo, ma perché abbiamo l’urgenza di gestire una situazione emotiva interna che in quel momento ha rotto il nostro equilibrio. 

Gli esperti suggeriscono, tra le varie ipotesi, che in questi casi la persona non sia capace di interpretare correttamente le emozioni che prova o che non riesca a gestirle in modo funzionale.

Senso di colpa del mangiare senza fame

I casi sono molti e diversi tra loro, ma sia si tratti di un tentativo di placare l’ansia con il cibo, sia di un desiderio di allontanare pensieri spiacevoli o preoccupazioni, il risultato in ogni caso si rivelerà fallimentare a più livelli.

Non solo non ci sentiremo meglio, ma potremmo addirittura sentirci in colpa, sbagliati, con le spalle al muro. Non ci porterà inoltre alcun beneficio per la nostra salute fisica. 

E il rischio è quello di creare un circolo vizioso da cui diventerà sempre più difficile uscire.

Cosa posso fare allora?

Per prima cosa FERMATI!

Fermati e cerca la strada per entrare in contatto con te stess*.

Riconoscere le proprie emozioni, un passo fondamentale

Essere coscienti delle proprie emozioni.
©Photo credit: Milada Vigerova via unsplash

Poi potresti chiederti “cosa sto sentendo in questo momento?” 

Ma stai attent* a non confondere quello che senti con quello che pensi dovresti sentire in quella particolare situazione (sí perché sei liber* di sentirti triste anche se tutti attorno a te sono felici, o sentirti insoddisfatt* anche se hai appena ricevuto una promozione al lavoro!).

Gestire le proprie emozioni

Cerca di comprendere ciò che provi. ©Photo credit: Luis Galvez via unsplash

Potresti anche domandarti: “come posso gestire in modo protettivo e accogliente quello che sento?” 

Prova a metterti all’interno di una visione maggiormente olistica in cui mente e corpo vengano considerati un tutt’uno; associa una forma mentale (un pensiero, una parola, un colore…) a ciò che senti e allo stesso tempo prova ad esprimerlo o anche solo ad ascoltarlo nella tua corporeità.

Strategie comportamentali per l’attitudine di mangiare senza fame

Prova a rilassarti con un bagno caldo.
©Photo credit: Bruce Mars via unsplash

Esistono anche delle strategie comportamentali che prevedono l’uso di semplici azioni da svolgere: scrivere su un quaderno i tuoi pensieri, provare a confrontarti con una persona fidata, concederti un momento di benessere come una passeggiata nella natura o un bagno caldo.

Ricordati che tutti noi procediamo per prove ed errori, perciò quello che va bene per me non necessariamente andrà bene per te.

Usa la forza terapeutica della natura.
©Photo credit: pixabay

A volte i tentativi che metterai in atto si riveleranno efficaci, altre volte no, ma non perché tu avrai sbagliato qualcosa, semplicemente non calzeranno bene su di te.

 

Quindi permettiti di provare, e perché no, anche di sbagliare

Ma prenditi sempre cura di te stess*.

Francesca Francato

Instagram: francesca.psychology_care

Facebook: Dr.ssa Francesca Francato psicologa psicoterapeuta

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