ANATOMIA DI UNA CADUTA

Davanti a film del calibro di Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese che inverosimilmente non ha portato a casa neanche un premio, o davanti a film come Povere creature che, altrettanto inconcepibilmente ne ha portate a casa abbastanza per strabuzzare gli occhi di incredulità, per fortuna altri premi sono stati riconosciuti a film meritatissimi, alla luce del buon senso e di una più robusta critica cinematografica.

Uno di questi è Anatomia di una caduta (in lingua originale, Anatomie d’une chute), di Justine Triet. Un vero e proprio successo.

una caduta – il processo

Già vincitore della Palma d’oro al 76mo Festival di Cannes, si è aggiudicato alla 49ma edizione dei César le sei statuette più ambite e prestigiose della serata: miglior attrice per Sandra Hüller, regia, sceneggiatura, montaggio, miglior attore non protagonista per Swann Arlaud.

Così come ha sorpreso tutti ai Golden Globe, vincendo il premio per la miglior sceneggiatura a Justine Triet co-scritta con Arthur Harari e miglior film straniero battendo La zona d’interesse di Jonathan Glazer tra le opere straniere.

Ancora, vince 1 Premio Bafta come migliore sceneggiatura originale a Justine Triet e Arthur Harari e, dulcis in fundo l’Oscar come migliore sceneggiatura originale.

Sandra e Samuel – Anatomia di una caduta

Il film è uno splendido dramma psicologico, molto ben studiato nei dettagli, nella sceneggiatura, nella fotografia e nella colonna sonora. La sua protagonista, l’attrice tedesca Sandra Hüller (Requiem, Amour Fou, Vi presento Toni Erdmann), che ultimamente sta vivendo un momento di grazia, era presente a Cannes 2023 e agli Oscar 2024, in un altro ruolo importante – e anch’esso non facile – e cioè come coprotagonista di The Zone of Interest diretto e sceneggiato dal regista inglese Jonathan Glazer.

Anatomia di una caduta

La storia di Anatomia di una caduta si svolge in una grande casa luminosa sulle Alpi francesi. Sandra Voyter (Sandra Hüller), una scrittrice di successo, vive con il marito, Samuel Maleski (Samuel Theis), docente universitario e aspirante scrittore, e il figlio ipovedente, Daniel (Milo Machado Graner), in questo idilliaco chalet di montagna immerso nelle nevi.

In una giornata di sole, simile a tante altre, dalla casa proviene una musica suonata a tutto volume al piano di sopra. Già dalle note iniziali si scopre che il brano, molto conosciuto anche se riproposto in una veste diversa, è P.I.M.P., la canzone del rapper statunitense 50 Cent, uscita nel 2003 nel suo album di debutto Get Rich or Die Tryin’, nella versione dell’amburghese Bacao Rhythm & Steel Band.

Poi la musica si arresta bruscamente. Samuel precipita dall’alto e muore. Mentre lo spettatore vede il corpo esanime disteso sulla neve insanguinata, Daniel rientra a casa da una passeggiata con al guinzaglio il suo indispensabile cane-accompagnatore… lo aspetta una tragica scoperta.

Anatomia di una caduta – Daniel

Suicidio di una persona fortemente depressa oppure omicidio? Nonostante il caso si presenti, apparentemente, come uno sfortunato incidente, venuto ad interrompere una felice vita familiare, molte cose non tornano e Sandra viene incolpata di omicidio colposo e processata.

Definirlo un legal thriller è riduttivo. Perché il film è al tempo stesso giallo, intimista e processuale. Un’opera superba che gioca tantissimo sull’ ambiguità del realtà e si fa strumento per analizzare in maniera spietata la vita di una famiglia borghese che si rivela pian piano burrascosa, dove i dettagli nascosti rivelano una fragile e non sempre rosea relazione di coppia.

Anatomia di una caduta – Sandra

La sceneggiatura è caratterizzata da un’intelligente bilinguismo e da numerosi colpi di scena che fanno di questo lungometraggio un’opera avvincente capace di non stancare nelle sue due ore e trenta minuti di durata.

@IncantoErrante